Convergenze

Sorgi, il retroscena: Renzi, mano tesa a Meloni per far fuori Conte

L’occhiolino di Matteo alla maggioranza. È il titolo scelto da Marcello Sorgi per il suo editoriale il giorno dopo la fiducia incassata dal governo Meloni al Senato. Italia Viva ha votato contro, ma Renzi si è guadagnato diversi applausi tra i banchi della maggioranza e dell’esecutivo ed è stato ascoltato con grande attenzione anche da Silvio Berlusconi per via degli attacchi che ha inferto agli ex compagni del Pd.

 

 

Secondo Sorgi a interessare Renzi è soprattutto la commissione d’inchiesta sull’emergenza Covid, annunciata da Giorgia Meloni e condivisa da Matteo Salvini. “Il leader di Italia Viva - scrive l’editorialista della Stampa - ne rivendica la presidenza: e se la maggioranza di centrodestra dovesse decidere di accontentarlo, cosa niente affatto acclarata, si assisterebbe a un allargamento verso il centro della coalizione uscita vincente dalle elezioni del 25 settembre. I voti dei senatori di Renzi (di Calenda non si sa) potrebbero risultare utili al governo a Palazzo Madama, dove la nomina di nove ministri senatori ha abbastanza assottigliato i numeri della maggioranza, solida nelle prime votazioni, a cominciare da ieri sera nella fiducia, ma poi nell’ordinaria amministrazione appesa all’incognita dell’incerta partecipazione ai lavori d’aula dei membri dell’esecutivo”.

 

 

L’obiettivo che Renzi intende raggiungere tramite la commissione d’inchiesta è chiaro per Sorgi: “Anche se non lo dichiara apertamente, mira a trasformarla in una sorta di tribunale con un solo imputato, Conte, e al massimo per i suoi collaboratori, cercando di approfondire gli eventuali errori e abusi nelle forniture di mascherine, respiratori e altre apparecchiature sanitarie, acquistate talvolta in modo frettoloso per far fronte alla prima fase dei soccorsi”.