Giorgio Mulè viene descritto da La Repubblica come il “vero capo dell’opposizione interna” a Giorgia Meloni. Il deputato di Forza Italia nonché vicepresidente della Camera esprime la sua posizione senza alcun timore di arrivare allo scontro con gli alleati, forte della consapevolezza che nulla può davvero spaccare la coalizione. “Non vogliamo fare le ancelle - avrebbe dichiarato secondo Repubblica - non siamo in maggioranza per ascoltare le messe cantate”.
“Siamo i liberali, i garantisti, gli europeisti, e vogliamo dire la nostra con piena dignità”, ha aggiunto Mulè, che sente praticamente tutti i giorni Silvio Berlusconi. Con la Meloni i contatti sono più sporadici, anche perché secondo La Repubblica in una occasione è stato richiamato proprio dalla premier per “l’eccesso di autonomia”. Ciò non toglie che Mulè non si fa problemi a riprendere gli alleati quando ritiene che siano in errore. Ad esempio quando Giovanni Donzelli attaccava il Pd, il forzista - che presiedeva l’Aula - ha cercato di contenerlo a più riprese: “Ho provato a metterlo in guardia che stava facendo un grave errore di ortografia: non si attacca in quel modo l’opposizione”.
Per quanto riguarda invece le difficoltà che Berlusconi ha creato alla Meloni per le sue posizioni sulla guerra in Ucraina, Mulè sta cercando di spegnere le polemiche: “La premier ha tutto il nostro appoggio e solidarietà, porta a Kiev la voce dell'Italia e del Parlamento che sostiene lo sforzo dell'Ucraina per una pace giusta, siamo tutti con lei".