Si mette male

Schlein, malumori nelle chat: cos'è successo dopo il ritiro Pd

Elisa Calessi

Lorenzo Guerini non è andato a Gubbio, né il primo giorno, né il secondo. E non se n’è pentito. Soprattutto quando, sul telefonino, gli sono arrivati i lanci del discorso di chiusura della segretaria, Elly Schlein, subito seguiti da una valanga di commenti dei suoi. In particolare sono stati due i passaggi che hanno fatto, metaforicamente, saltare sulle sedie - quelli che erano a Gubbio- gli esponenti di Base Riformista. Quelli a casa, invece, si sono sfogati sulle chat. Gli altri hanno spento il telefono e buon week end a tutti. Il primo passaggio incriminato è su Israele. L’intenzione, sacrosanta, era di spiegare che bisogna far di tutto per evitare una escalation. Anche in Medio Oriente, anche nel conflitto in corso tra Israele e Hamas. Fin qui, tutto bene. Lo dice anche il Pontefice. Ma la frase non è venuta benissimo.

Logica vuole, infatti, che la si possa leggere come un’accusa a Israele di perpetrare «crimini di guerra». E così è diventata la notizia. Italia Viva, con Enrico Borghi e Raffaella Paita, non ha perso l’occasione per attaccare. Borghi: «Il posizionamento che Elly Schlein vuole fare assumere al Pd sulle vicende di politica estera e di sicurezza sembra andare nella direzione di una continua, oltre che suicida politicamente, rincorsa al massimalismo dei 5 Stelle». Paita: «Le parole di Elly Schlein su Israele sono di un’ambiguità inaccettabile».

 

 

 

Guerini, ex ministro della Difesa, non ha fiatato. Area Riformista non ha commentato. Nessuno, nel Pd, ha voluto dire nulla. A domanda di un commento, tutti rispondono no, grazie. Un silenzio che, però, non è assenso. Piuttosto, è insofferenza, contrarietà. Che si decide di non manifestare. Ci sono le Europee, le Regionali. Ma è evidente che la frase non è piaciuta. Così come quella sul fine vita. Schlein, sempre nell’intervento a Gubbio, ha anche attaccato la consigliera del Pd che, in Veneto, ha osato astenersi sulla legge che riguarda il fine vita. «È un’occasione persa. Che la destra abbia sconfessato Zaia non stupisce, ma è una ferita che ci sia stato un voto del Pd. Se il gruppo del Pd vota a favore e ti chiede di uscire dall’aula, è giusto uscire. Siamo per la regolamentazione del fine vita». Anche in questo caso, la risposta dei cattolici del Pd (i pochi rimasti) è stata il silenzio. L’unico a parlare è stato Alfredo Bazoli, suggerendo di ripartire dal suo testo di legge. Per il resto, silenzio.