Il sottosegretario

Vittorio Sgarbi, l'ultima piroetta: "Domani mi dimetto, nessun ricorso"

Vittorio Sgarbi fa marcia indietro: niente più ricorso al Tar dopo la delibera dell'Agcom sul possibile conflitto di interessi tra le sue attività e la sua carica di sottosegretario. Le mie dimissioni "non sono formalizzate - ha detto il critico d'arte a Metropolis su Repubblica.it -. Sono nel mio ufficio e lo sono fino al ritorno della Meloni. Ho dichiarato e lo ripeto che ho dato le mie dimissioni, poi ho fatto una questione di ordine giuridico e anche garantistico. L'appello al Tar non lo farò, Meloni ha detto 'accetto le dimissioni', vuol dire che io le do. Domani quando torna gliele porto". 

Nei giorni scorsi, il sottosegretario aveva detto che la sua era un'autosospensione in attesa della risposta del Tar al suo ricorso. Dopo la decisione del tribunale, avrebbe lasciato il suo posto. "Se il governo ritiene di chiedermi le dimissioni immediate, può chiedermelo e io posso anche darle, e le darò - aveva detto a L'Aria che tira su La7 -. Ma in questo momento per presentare il ricorso al Tar contro la delibera Agcom, c'è una procedura che richiede il suo tempo. Meloni non mi ha chiamato, e non mi sono sentito affatto solo, ma se vuole chiamarmi mi chiami e io farò quello che mi dice". Adesso però, dopo che la premier ha dichiarato di accettare le sue dimissioni, Sgarbi ha cambiato idea: "Non ha senso fare ricorso al Tar. Se finisce la mia funzione, il Tar cosa mi deve restituire? L'onore?".