Non è vero che il tema della sicurezza non ha un colore politico e che il problema non è né di destra né di sinistra: in questo campo il fattore ideologico è invece una discriminante e l’opposizione, che oggi si presenta improvvisamente securitaria, tutta legge e ordine, va ben oltre la finzione, promuove una menzogna politica.
Quelli che Libero anticipa sono i provvedimenti di un governo di centrodestra che risponde a un cambiamento della società italiana e a un quadro internazionale dove la richiesta di protezione dei cittadini si è innalzata, a causa di fenomeni disgregatori, di cui il primo è l’immigrazione incontrollata. L’Occidente è ancora il miglior posto dove vivere, ma a patto che le regole vengano rispettate e condivise. C’è una crisi nelle giovani generazioni, nella scuola e nella famiglia, che ha un’origine precisa: il relativismo culturale della sinistra, lo smantellamento dei valori (a cominciare dall’idea di Patria), e un’interpretazione della Costituzione dove ci sono solo diritti e zero doveri.
L’impianto di norme che pubblichiamo ha una logica: rispondere ai bisogni dei cittadini e leggere la contemporaneità e le sfide che ci propone, senza ipocrisie. Se non rispetti la legge non sei un cittadino, sei un pericolo. È chiaro che esiste un tema di educazione, recupero, integrazione, ma se il delinquente arrestato viene scarcerato dal giudice, l’immigrato non viene espulso, il minorenne resta impunito, l’agente di polizia può essere picchiato, allora salta il patto, salta la comunità, salta lo Stato.