È stata assolta dall'accusa di corruzione l'ex europarlamentare di Forza Italia, Lara Comi: lo ha deciso la Corte d'Appello di Milano al termine del processo sul caso "Mensa dei Poveri", riducendo notevolmente la condanna inflitta in primo grado, che è passata da 4 anni e 2 mesi a 1 anno, pena sospesa e 500 euro di multa. Alla lettura del dispositivo, l'ex esponente politica è scoppiata in lacrime: "Le mie, dopo 7 anni, sono lacrime di gioia, perché è stato stabilito oggi che 'il fatto non sussiste'. Ho sempre dimostrato fin dal primo giorno di essere innocente e continuerò anche in Cassazione a dimostrare l'innocenza per quest'ultimo pezzettino. Non ho mai preso un euro, ho servito il mio Paese di cui sono orgogliosa ed è stato dimostrato che non c'è mai stata corruzione".
Se le accuse di corruzione sono state cancellate, in piedi ci è rimasto invece il reato di truffa ai danni dell'Europarlamento, ma con l'attenuante dei risarcimenti. "Sono lacrime di gioia e con un po' di amaro in bocca dopo 7 anni e dopo una prima condanna a 4 anni e 2 mesi - ha affermato -. In questi anni sono rimasti gli amici veri, io prima di far politica lavoravo e sono ritornata a lavorare, perciò non è questo il dramma, sono stati 7 anni difficili perché più uno è innocente... E poi la rabbia che ho dentro nessuno la può immaginare. Un grazie ai miei avvocati, Antonio Bana e Gianluca Varraso, che mi sono stati vicini, siamo una squadra".
Quando le è stato chiesto se tornerebbe a fare politica, lei ha risposto: "Finiamo con la Cassazione intanto, non è finita, però ripeto ancora 'il fatto non sussiste' e questo è anche un mio messaggio agli elettori che hanno creduto in me, mentre a dieci giorni dal voto erano arrivati tre avvisi di garanzia. E mi hanno votato lo stesso, grazie agli elettori che mi diedero fiducia nel 2019".