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La lingua biforcuta dei compagni

di Mario Sechi venerdì 16 gennaio 2026

2' di lettura

Pronti via, la sinistra si è auto-ribaltata di nuovo. Non appena il governo ha anticipato le nuove norme sulla sicurezza, i progressisti convertiti a legge e ordine sono tornati alle origini ed è scattata l’ora del fascismo: la destra reprime, la criminalità non si combatte così, date retta a noi che siamo quelli bravi, democratici. E secondo loro, questa favola gli italiani dovrebbero bersela tutta d’un fiato, quando la sinistra è stata al governo per svariate legislature e dal 2016 al 2022 in Italia sono sbarcati 650mila migranti irregolari. I compagni non vogliono ammettere che c’è uno scenario incancrenito dalle loro scelte politiche precedenti, da un cambiamento nel comportamento giovanile, dalla giustificazione della violenza nelle manifestazioni di piazza contro le forze dell’ordine, dalla tolleranza nei confronti di crimini commessi da minori, tutto frutto della sociologia del “è sempre colpa della società” che ha creato danni enormi alla convivenza, al patto tra i cittadini, soprattutto nelle metropoli.

Su questo tema, la sicurezza, la sinistra ha la lingua biforcuta: condanna a parole i delinquenti, ma di fatto ha sempre una giustificazione che serve per far rimbalzare ideologicamente la colpa sul governo Meloni. È incredibile vedere i paladini dei giochi senza frontiere accusare il Viminale di non fare abbastanza espulsioni, dimenticando la vergognosa campagna che hanno fatto contro il progetto Albania e l’appoggio dato alle toghe rosse per ribaltare il programma del governo sull’immigrazione.

Quando Salvini esercitò la sua autorità politica, i suoi legittimi poteri di ministro per impedire gli sbarchi, fu questa sinistra a mandarlo a processo.

Quando è stato assolto sono rimasti muti. Oggi parlano e hanno la faccia di bronzo. La Cgil che dovrebbe occuparsi dei lavoratori, ieri ha affermato che siamo di fronte a un disegno repressivo del governo, il sindacato di Landini fa tutto tranne che il suo mestiere, promuove referendum che perde regolarmente, invita alla rivolta sociale, dà lezioni di ordine pubblico e diritto costituzionale. L’orchestrina del Progresso suona tutti gli strumenti malissimo, e non ascolta un’altra musica, quella degli italiani.

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