"Meloni e io abbiamo formulato una serie di proposte che vorremmo vedere affrontate. Tra queste ci sono alcune nuove idee: proponiamo un freno di emergenza per la burocrazia, una discontinuità per il lavoro legislativo, un bilancio Ue modernizzato che metta la competitività al centro dell’attenzione": il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la premier Giorgia Meloni hanno tenuto oggi a Villa Doria Pamphilj, a Roma, un vertice bilaterale a cui hanno partecipato diversi membri dei rispettivi governi. Successivamente, in conferenza stampa, hanno tracciato un resoconto del legame tra i due Paesi, che appaiono in sintonia su diversi temi di politica internazionale. I due hanno siglato - tra gli altri - anche un documento sulla competitività.
Il piano, firmato dai due leader, sarà presentato al summit speciale dei leader europei, convocato su iniziativa di Merz il prossimo 12 febbraio. Nel testo si legge: "L’Europa sta rimanendo indietro. Sin dai primi anni Duemila, lo scarto di crescita nei confronti di Usa e Cina si è ampliato, mentre nuovi concorrenti stanno aumentando la loro influenza globale". E ancora: il tempo di agire "è adesso". Di qui la decisione di Italia e Germania, le due principali nazioni manifatturiere, di concordare "un’agenda chiara e impegni concreti per rafforzare la competitività dell’Europa, priorità che richiede un approccio integrato e coerente per assicurare crescita, autonomia strategica e minore vulnerabilità agli shock esterni".
Il piano si baserebbe sulle linee del Rapporto sulla competitività redatto da Mario Draghi. E infatti sia lui, ex premier e già presidente della Bce, che Enrico Letta, autore del Rapporto sul completamento del mercato unico, parteciperanno al summit speciale di febbraio. Al centro del documento anche la richiesta di una maggiore apertura ai finanziamenti con capitali di rischio: "La competizione è globale e abbiamo bisogno di campioni europei per competere con altri attori su quel piano".
"Concordiamo sul seguente Piano d'azione al fine di approfondire il nostro partenariato elevando la nostra cooperazione bilaterale a un livello senza precedenti, con l'obiettivo di promuovere la pace, la sicurezza, la coesione sociale e la prosperità dei nostri cittadini". È quanto si legge nel 'Protocollo su un piano d'azione italo-tedesco per la cooperazione strategica bilaterale e dell'Ue' siglato a Roma. "Consideriamo le principali economie manifatturiere dei due continenti europei e la loro profonda interconnessione - hanno aggiunto i due leader - come fondamento per la competitività e la resilienza della base industriale dell'Unione Europea".
Uno dei passaggi più importanti della conferenza stampa è arrivato quando, interpellata dai giornalisti, Meloni ha parlato del Board of peace per Gaza tratteggiato da Donald Turmp. Il premier ha spiegato che "risulterebbe incostituzionale e quindi incompatibile con il nostro ordinamento. Ritengo pertanto che si debba intervenire: è quanto ho comunicato al Presidente degli Stati Uniti e agli interlocutori americani, chiedendo anche se vi fosse disponibilità a riaprire questa configurazione, per andare incontro alle esigenze non solo italiane, ma anche di altri Paesi europei". Insomma, allo stato dell'arte la proposta non è ricevibile.
Sulla stessa lunghezza d'onda, anzi ancor più netto, il cancelliere Merz: "Riguardo il Board of Peace. Io già qualche settimana fa dissi al presidente Trump che personalmente sarei stato disposto ad entrare se si fosse trattato di un organismo che, come era stato pianificato inizialmente, accompagnasse il processo di pace a Gaza, anche in una seconda fase, che purtroppo ancora non è iniziata, per disarmare Hamas. Come è fatto adesso il Board of Peace, a partire dalle sue strutture di governance, per ragioni proprio di diritto costituzionale, noi non possiamo accettarlo", ha concluso Merz senza lasciare margini all'ambiguità.