CATEGORIE

La tragicomica geopolitica dei compagni

lunedì 26 gennaio 2026

2' di lettura


Mi è sfuggito il momento in cui il Pd si è trasferito in Minnesota, avevo tracciato sul radar l’epica missione nell’Artico scandita dall’urlo da combattimento di Elly Schlein («Giù le mani dalla Groenlandia»), ma il blitz nella terra che fu dei cacciatori francesi di pellicce (e toh, fu venduta dalla Francia agli Stati Uniti) è un salto di qualità, segnala che i dem della Ztl romana hanno un piano di sbarco nei Grandi Laghi con lo yacht. Quale piano? Andare all’assalto della Casa Bianca e di rimbalzo far cadere Palazzo Chigi, geniale, una carambola.

È la strategia del «Meloni dica qualcosa» esportata ovunque ci sia l’artiglio dell’aquila americana, mica la zampa dell’Orso russo o la fiammata del Dragone cinese, tutti sinceri democratici. La straordinaria prova di geopolitica dei compagni è costellata di successi: il Pd mentre il dittatore venezuelano Nicolas Maduro veniva prelevato dalla Delta Force dalla sua camera da letto a Caracas, ha varato una potente campagna per la difesa del «diritto internazionale», pochi giorni dopo, Alberto Trentini e altri prigionieri politici italiani venivano scarcerati, nessuno della sinistra intelligente ha ringraziato l’amministrazione Trump e il governo Meloni. Esaurito il rum nei peggiori bar di Caracas, i gruppettari del Pd hanno scoperto il Polo Nord, hanno spedito Formigli in avanscoperta a parlare con le foche, ma si sono ritrovati spiazzati da quella lenza di Mark Rutte che ha convinto Trump a smetterla di fare casino sul «pezzo di ghiaccio». Così il Minnesota è finito nell’obiettivo dei dem e allora vai con il «Meloni dica qualcosa».

Qualcosa dovrebbe dirlo il Pd sui 30 mila iraniani (lo ha rivelato ieri la rivista Time) uccisi in 48 ore dal regime dell’ayatollah Khamenei, ma l’intervento sul regno persiano è rinviato a quando Trump farà decollare i bombardieri B2 a regolare i conti con la banda di assassini di Teheran, allora sarà di nuovo il momento del «diritto internazionale» e della denuncia dei sionisti di Gerusalemme, i nemici dei valorosi tagliagole di Hamas e del compagno Hannoun. A proposito, c’è un problema di antisemitismo a sinistra, nel partito che si chiama democratico e rende la vita impossibile ai riformisti (chiedere a Emanuele Fiano e Giorgio Gori), ma non si sente nessuno chiedere «Schlein dica qualcosa».

tag
minnesota
donald trump
elly schlein
partito democratico
mario sechi
editoriale

Referendum, parte la campagna della Schlein Impunità per i ministri, toghe sotto al governo: dopo le bufale dell'Anm arrivano quelle del Pd

Ma si può? La sinistra adesso vuole scegliere pure la scorta americana di Vance

La polemica Meloni spettina Trump: "Rispetti i nostri soldati"

Ti potrebbero interessare

Impunità per i ministri, toghe sotto al governo: dopo le bufale dell'Anm arrivano quelle del Pd

Fausto Carioti

La sinistra adesso vuole scegliere pure la scorta americana di Vance

Tommaso Montesano

Meloni spettina Trump: "Rispetti i nostri soldati"

Massimo Sanvito

Così l'America rischia di fare male a se stessa

Mario Sechi

Salvini avverte Vannacci: "Chi esce dalla Lega finisce nel nulla"

"C'è chi pensa solo alla poltrona... Sciocco chi esce dalla Lega: finisce nel nulla. Auguri, buon viaggi...

Matteo Piantedosi azzera la sinistra: ecco i numeri degli sbarchi (crollati)

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenendo alla kermesse della Lega “Idee in movimento” ...

Giuli fa tappa a Tunisi. Crosetto e i dossier. Chiude lo storico caffè

Il Piano Mattei funziona anche dal punto di vista culturale. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha infatti inc...
Brunella Bolloli

La sinistra scopre ora che tra i pro-Pal ci sono antisemiti

Dopo Emanuele Fiano è successo anche a Giorgio Gori. Questa volta l’oltraggio è andato in scena all&...
Massimo Costa