La Procura generale di Salerno ha chiesto la condanna a 2 anni per Piero De Luca, deputato e attuale segretario regionale del Partito democratico della Campania, imputato nel processo di appello sul crac della società di consulenza immobiliare Ifil. In primo grado Piero De Luca, difeso dall'avvocato Andrea Castaldo, è stato assolto dall'accusa di concorso in bancarotta. Anche in quel caso la Procura salernitana aveva chiesto una condanna a 2 anni. La richiesta è stata presentata ieri, lunedì 26 gennaio, dal pg nel corso dell'udienza del processo che si tiene dinanzi al collegio della Corte d'Appello di Salerno.
A Piero De Luca, come ricorda Il Mattino, la procura salernitana aveva contestato una presunta partecipazione alla bancarotta della società a causa di alcuni biglietti aerei per il Lussemburgo, dove il figlio dell'ex governatore campano e quattro volte sindaco di Salerno lavorava prima dell'elezione in Parlamento. In primo grado i giudici lo hanno assolto perché "il fatto non costituisce reato".
La Procura Generale di Salerno ha chiesto la condanna a due anni e mezzo anche per gli ex amministratori della società Luigi Avino ed Emilio Ferraro, ad un anno e quattro mesi Valentina Lamberti (moglie di Del Mese) e la conferma della condanna di primo grado per Giuseppe Amato junior. Alla prossima udienza ci sarà spazio per le difese, quindi la sentenza.