La nascita del partito Futuro Nazionale, annunciato da Roberto Vannacci dopo l’addio alla Lega, incontra un ostacolo imprevisto e bloccante. Al momento, il progetto è solo un nome e un simbolo depositato (presso l’EUIPO), senza bandiere, canali social ufficiali né struttura formale. Il problema, come riporta Repubblica, emerge da una comunicazione inviata ieri da Guido Giacometti, presidente dell’associazione Mondo al contrario (Movimento Il Mondo al Contrario, MAC), a tutti i team e sostenitori di Vannacci.
Il messaggio è netto: "Si invita espressamente a non utilizzare il nome e il simbolo, né sui social network (Facebook, Instagram, X, eccetera), né in altre forme di comunicazione pubblica o privata riconducibili all’associazione o ai singoli soci". Giacometti precisa che "il partito non è, allo stato attuale, formalmente costituito; il simbolo risulta registrato ed è pertanto tutelato; solo gli organi dirigenti del partito, una volta ufficialmente insediati, potranno autorizzare l’uso del simbolo, definendo tempi, modalità e soggetti legittimati". Ogni utilizzo non autorizzato "potrebbe risultare improprio e potenzialmente pregiudizievole, sia sotto il profilo giuridico sia sotto quello organizzativo e politico".
Il nodo centrale: il nome “Futuro Nazionale” è già registrato come marchio dal 2011 (deposito nel 2010) da Riccardo Mercante, ex consigliere regionale M5S nelle Marche (o Abruzzo, secondo alcune fonti), deceduto nel 2020. Oggi il marchio appartiene alla moglie (o compagna) e agli eredi. Senza un accordo economico per cederne l’uso, Vannacci non può sfruttarlo legittimamente e rischia di dover cambiare nome e simbolo.