I conduttori di La7 in campo per il no al referendum sulla Giustizia. Perlomeno questo è quello che sembra a Maurizio Gasparri che critica "in primis Otto e mezzo di Lilli Gruber", che definisce "una sorta di santuario della faziosità". Intervistato dal Tempo, il senatore di Forza Italia contesta la trasmissione in quanto "sormontata da una scritta onnipresente che attribuisce alla presidente del Consiglio ogni male dell'umanità (Meloni e l'alluvione, Meloni e la frana, Meloni e la povertà e così via) invita in studio un solo esponente di Destra che s'immola per la causa, chiamato a combattere una lotta impari contro almeno tre esponenti di Sinistra. Poi c'è diMartedì, con 'l'angolo del questurino'".
Per quanto riguarda Giovanni Floris, invece, a detta di Gasparri fa "una sorta di chierichetto della faziosità, ospita tale Rizzo che ogni martedì racconta di qualche 'malefatta' compiuta dal cognato del cugino del fratello del tassista del cugino di Giorgia Meloni, chiamando ovviamente in causala presidente del Consiglio. Al questurino si accompagna poi uno dello staff di Report, chiamato a snocciolare le solite menzogne. E poi, dulcis in fundo c'è Piazzapulita di Formigli, che non guardo ma che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Perché in fin dei conti lavora per noi come gli altri due".