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Board of Peace, l'intervento di Antonio Tajani fa impazzire la sinistra: caos in aula

di Redazione martedì 17 febbraio 2026

3' di lettura

Antonio Tajani è intervenuto alla Camera per le comunicazioni sul Board of Peace. Il ministro degli Esteri ha spiegato che il governo Meloni ha ritenuto opportuno accettare l'invito di Donald Trump alla prima riunione in programma giovedì 19 febbraio a Washington. "Questo è certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali”, ha detto. L'obiettivo dell'organizzazione internazionale è quello di "promuovere la stabilità, restaurare un governo affidabile e legittimo, e assicurare una pace duratura nelle aree afflitte o minacciate da conflitti”.

“L’Unione Europea ha già confermato la partecipazione con la presidenza di turno e con un rappresentante della commissione. Parteciperanno anche tutti i principali partner della regione, penso all’Egitto, alla Giordania, l’Arabia Saudita, al Qatar, anche all’Indonesia, il più grande paese musulmano al mondo - ha proseguito il ministro -. Come potrebbe l’Italia non essere presente dove si discute e si costruisce la pace in Medio Oriente, la presenza di tutti i principali attori regionali”. Così "parteciperemo alla riunione di Washington, forti dell’importante contributo che il nostro paese ha messo in campo sin dal primo momento per il cessate il fuoco e per l’assistenza umanitaria alla popolazione della Striscia attraverso Food for Gaza”.

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L'Italia, secondo Tajani, per via della sua posizione geografica e per il ruolo politico svolto in Medio Oriente "non può e non deve restare ai margini di questo processo. Il governo italiano continuerà a fare la sua parte. Non ci stancheremo mai di lavorare per la pace. È quello che chiede e ci chiede la grande maggioranza degli italiani. È quello che un grande Paese ha il dovere di fare". Quindi è "cruciale per la nostra sicurezza nazionale anche in chiave di contrasto al terrorismo e ai flussi migratori irregolari. Sono convinto che i temi di politica estera non debbano essere terreno di scontro politico, ma di un dialogo serio continuo e trasparente. La crisi di Gaza ci impone questo livello di consapevolezza - ha affermato -. Una crisi che incide sugli equilibri regionali, sulla stabilità del Mediterraneo allargato e sulla sicurezza delle rotte commerciali del nostro export, che transita per il 40 per centro attraverso il Mar Rosso, rotta fondamentale anche per il corridoio economico logistico Imec”.

Tra le fila dell'opposizione è montato il consueto impazzimento, con la deputata grillina Carmela Auriemma che ha addirittura parlato di "Colonialismo 5.0". Sulla stessa lunghezza d'onda anche Riccardo magi di Più Europa, "il Board of Peace voluto da Trump è un comitato di immobiliaristi americani che cercano una legittimazione internazionale per portare a termine una ricostruzione che non porterà stabilità e giustizia ai palestinesi ma che sarà solo una mera speculazione edilizia. Che l'Italia abbia aderito anche solo come osservatore è una macchia nera per la nostra Storia, la nostra tradizione diplomatica, la nostra postura internazionale, il nostro approccio multilaterale orientato alla difesa dello Stato di diritto e alla solidarietà".

Per Giuseppe Provenzano del Pd, invece, si tratta "strappo alla collocazione internazionale del nostro Paese" al Board "non partecipa nessun grande Paese europeo perché rappresenta l'ennesimo attacco alle nazioni unite". "Qualunque cosa andremo a fare lì: che ci andiamo da imbucati, guardoni o quant'altro il problema è che la natura del Board of peace è inaccettabile, stiamo parlando di un comitato d'affari un'accolita di speculatori" che dichiara il proprio obiettivo anche in maniera chiara e questo è "immorale dopo il genocidio, la pulizia etnica ancora in corso", ha detto Nicola Fratoianni di Avs. "Perché la tregua diventi pace - ha sottolineato - serve il protagonismo dei palestinesi, il riconoscimento dello Stato di Palestina, sanzioni verso Israele e una postura per dire siamo al centro, così si fa". "Qualcuno ha detto - ha concluso - se non stai nel tavolo stai nel menù ma dipende qual è il tavolo: se il tavolo è quello di chi mangia tutti gli altri io preferisco rovesciarlo il tavolo, era una scelta che si poteva fare ma voi ci avete rinunciato". 

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