Il minuto di silenzio alla Camera per Quentin Deranque si trasforma nello show di Angelo Bonelli. L'aula di Montecitorio in mattinata ha dedicato spazio alla tragedia di Lione, con la morte del 23enne attivista di destra massacrato a calci e pugni da un manipolo di "antifa", la Jeune Garde Antifasciste.
Il gruppo è molto vicino a Jean-Luce Melenchon e uno di componenti del commando arrestati nelle ultime ore è il portaborse di un deputato di La France Insoumise. Risultano poi contatti con Alleanza Verdi Sinistra, a Bruxelles (i due partiti fanno parte del gruppo The Left) e a Roma, vista la comune "battaglia" contro le destre.
"Fratelli d'Italia nell'Aula della Camera dei Deputati ha chiesto un minuto di silenzio per la morte di Quentin Deranque, il giovane francese barbaramente assassinato da un gruppo di antifascisti a Lione - ha spiegato la deputata di FdI Augusta Montaruli, vice-capogruppo dei meloniani alla Camera -. Abbiamo voluto celebrare un momento di commemorazione per sollecitare una riflessione sulla violenza politica, sull'odio politico, sulle conseguenze estreme in una sede istituzionale come Montecitorio. Non si è trattato né di una rissa né di una contrapposizione tra estremisti. Quentin ha pagato con la propria vita la scelta di essere un militante politico. La notizia dell'arresto di un assistente di un parlamentare francese di estrema sinistra dimostra la necessità di spazzare via ogni tipo di silenzio, di contiguità e di tolleranze verso la violenza ed è un dovere di chi ha incarichi di partito o istituzionali allontanare chi alimenta questo germe, ovunque, anche in Italia".
In tutta risposta, Bonelli ha provato a rovesciare la frittata. Nessuna condanna dei "compagni che sbagliano", nessun mea culpa per i toni estremi utilizzati anche da Avs nella contrapposizione contro il governo e le forze di centrodestra italiane. Anzi, il deputato rossoverde ha accusato a sua volta la maggioranza.
"E' gravissimo che Salvini abbia abbinato il simbolo di Avs all'omicidio efferato di Quentin Deranque, rischiamo di diventare bersaglio, noi ci sentiamo bersaglio. Per questo, anche il relazione alle dichiarazioni della Meloni e di Piantedosi, vi dico che io e Fratoianni abbiamo ricevuto gravissime minacce di morte, che abbiamo denunciato. Ecco le immagini".
Quindi ha sventolato in aula i documenti. "Questa è una lettera con l'immagine di mia moglie e di mia figlia, questo è l'indirizzo di casa, qui è dove vivono - ha spiegato Bonelli mostrando all'aula la lettera -. Ci sono minacce gravissime di morte, mi tagliano la testa. Questa è arrivata pochi giorni fa, legata agli scontri di Torino, prenderemo a martellate i vostri figli, vi spareremo in testa e vi faremo saltare il cervello".
Bonelli è andato avanti, mostrando altri fogli: "Questa è a arrivata a mia sorella, quel lurido maiale di tuo fratello, lo appenderemo a piazza Maggiore, gli staccheremo la testa. Ce ne sono di peggiori, ma per rispetto dell'aula mi fermo qui". Il leader di Avs ha poi lanciato un appello: "Mi rivolgo ai giovani, faccio un appello alla non violenza, che disarma menti e mani dei violenti. Non cadete nella trappola della violenza, scendete in piazza pacificamente".