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Milano-Cortina, gli iettatori della sinistra sconfitti su tutta la linea

Dai grillini agli pseudo-ambientalisti, tanti nel campo progressista hanno tifato contro i Giochi. Le polemiche assurde su Ice e nuova pista da bob oscurate dal successo del nostro Paese
di Massimo Costa lunedì 23 febbraio 2026

2' di lettura

Adesso che è finita, ed è stato un successo riconosciuto in tutto il globo terracqueo, possiamo dirlo: le Olimpiadi di Milano-Cortina hanno fatto arrossire gufi, boicottatori e tutta quella frangia della sinistra italiana che più o meno velatamente sperava nel grande flop.

L’evento è iniziato con qualche temerario politico di sinistra in piazza a Milano con i fischietti e le spille contro l’invasione dei federali americani dell’Ice (invasione che non c’è stata) ed è finita ieri con un presidio degli antagonisti sotto il consolato americano contro Trump (che non è nemmeno arrivato in città). A Verona, per boicottare la cerimonia di chiusura, si è presentato un manipolo di qualche centinaio di attivisti No Giochi che ha sfilato contro la Coca Cola e per la Palestina. Poche idee e confuse. Chi denunciava fantomatici sprechi è rimasto deluso, visto che palazzetti e strade di collegamento continueranno a essere utilizzati anche dopo le gare, così come la nuova e applauditissima pista da bob di Cortina (sulla quale i compagni sghignazzavano alle spalle di Matteo Salvini prima che l’opera venisse realizzata).

Perfino Elly Schlein, che non si è fatta vedere in queste due settimane di competizioni e per questo era stata bacchettata anche dal sindaco di Milano Beppe Sala, in extremis ieri ha parlato di «risultato straordinario». Eppure l’esercito degli iettatori si è annidato proprio nel campo largo: i grillini si sono chiamati fuori già 7 anni fa con il ritiro della candidatura di Torino; da quel momento in poi hanno tifato perché questa edizione si tenesse a Stoccolma-Are, i rivali di Milano-Cortina.

L’area pseudo-verde del fronte progressista si è scagliata contro gli 850 alberi tagliati per costruire la pista da bob-slittino-skeleton, omettendo che è prevista la piantumazione di 10mila nuove piante. E fanno sorridere, rivisti adesso, i cartelli dei No Olimpiadi sventolati contro le «Olimpiadi senza neve»: da lustri non si vedevano gare con così tanta neve naturale, e se pensiamo alle ciminiere di Pechino a fare da sfondo alle gare di snowboard del 2022 il confronto è imbarazzante a favore del lombardo-veneto.

L’Apocalisse di traffico e caos paventata dai nemici dei Giochi, a Milano, non s’è vista. L’Italia ha ospitato turisti di tutto il mondo in maniera composta, con un’atmosfera unica e un clima di festa che ricorderemo per molto tempo, come la processione serale silenziosa all’Arco della Pace per assistere allo show di luci del braciere in programma a ogni rintocco dell’ora. La cerimonia inaugurale di San Siro ha stupito tutti senza cadere nelle volgarità woke di Parigi; i biglietti, pur a prezzi mediamente alti per molti eventi, sono stati venduti con un tasso di riempimento delle sedi di gara dell’88%. Il Villaggio olimpico è stato apprezzato dagli atleti, che hanno inondato i social con le lodi del cibo e della cultura italiana. Morale: è stato meglio non dare retta a quei politici che in Italia non volevano i Giochi, e hanno provato ad affossarli.

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