Marianna Madia a un passo dal lasciare il Partito democratico? Stando a molteplici indiscrezioni la riprova sarebbe quanto accaduto oggi, mercoledì 11 marzo, in Senato. Madia non ha firmato il testo della risoluzione dem sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni sull'Iran e la politica estera. La sua firma, come quella di Pier Ferdinando Casini, è invece in calce alla mozione del ‘rinato’ terzo Polo (Italia Viva, Azione e Più Europa) che impegna il governo a confermare e rafforzare il sostegno all'Ucraina. E non chiude la porta alla cessione di mezzi e basi militari per difendere i partner del Golfo dalla rappresaglia iraniana. Le indiscrezioni sull'imminente addio della Madia al Pd vengono rilanciate anche dal Secolo d'Italia e da Dagospia.
"Voto la risoluzione del Pd e firmo il testo di Azione-Iv-+Europa. I tre gruppi penso sia un bene che stiano insieme, e che sui temi di politica estera abbiano parole che uniscono. Questo - ha spiegato lei stessa - è un grande dibattito internazionale, non deve ricadere nelle piccole nostre beghe nazionali. Ho sentito che era la cosa giusta". E ancora: "Condivido tutto il testo non una cosa in particolare, in vista del consiglio Ue e di tutto ciò che sta accadendo nel mondo". Non manca poi l'attacco al presidente del Consiglio: "Con colpevole ritardo Giorgia Meloni apre alle opposizioni sulla politica estera. Io penso, come ha detto prima di me benissimo Filippo Sensi, che seppur con estrema cautela si debba andare a verificare".
Che questa, appunto, sia la prova del divorzio dal Pd e l'ingresso nel Terzo Polo? D'altronde Madia non ha mai nascosto un certo dissenso per la deriva degli ultimi tempi, quella che vede i dem sempre più sottomessi al Movimento 5 Stelle, con cui dice esserci "una incompatibilità di cultura politica".