Minacce di morte al governatore Attilio Fontana. La sua colpa? Aver espresso sui social il suo convinto “Sì” alla riforma della giustizia. «Se gli insulti e le minacce, ahimè, sono all’ordine del giorno, sentirsi augurarsi la morte non può passare sotto silenzio», dice il presidente della Regione Lombardia.
Messaggi sotto il suo post definiti «gravi e inaccettabili». «Una cosa è la critica - prosegue Fontana - finanche l’insulto, ma quando, come in questo caso, la misura è colma è doveroso intervenire». E ancora: «Quando l’avversario politico non viene visto come qualcuno con idee diverse, ma come un nemico da abbattere e contestare a prescindere, questo è il risultato. Un clima costruito ad arte per instillare divisone e paura nei cittadini». Fontana ha attivato le procedure per informare le autorità competenti.
«Nessun dissenso politico, per quanto aspro, può mai giustificare tale violenza. Queste derive avvelenano il dibattito pubblico e vanno condannate con forza e senza alcuna ambiguità», il messaggio firmato dal presidente del Senato, Ignazio La Russa. Il leader della Lega, Matteo Salvini, attacca: «Chi minaccia un leghista minaccia tutti noi. Odio e intimidazioni non fermeranno mai le nostre idee. Avanti, senza paura». «Totale solidarietà da parte mia e da tutta la Lega Lombarda. Confido in una condanna trasversale, perché non possiamo accettare che la violenza prevalga sulla dialettica, sulla critica, sulla libertà di espressione pacifica delle proprie idee, rispettando quelle altrui», ha commentato il capogruppo in Senato del Carroccio, Massimiliano Romeo. Il Pd lombardo ha condannato «senza se e senza ma».




