Durante le operazioni di voto del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia che modifica aspetti dell'ordinamento giudiziario come la separazione delle carriere e l'istituzione della Corte disciplinare, si è verificato un episodio che ha creato qualche problema (non da poco) a Ferrara. Nel seggio della frazione di Fossanova San Marco, una donna di 61 anni ha scattato una foto alla propria scheda elettorale all'interno della cabina, pratica espressamente vietata dalla legge per tutelare la libertà e la segretezza del voto.
Il "clic" del telefono, con volume attivo, ha riecheggiato nel seggio, attirando l'attenzione immediata. Il presidente ha avvisato i carabinieri, intervenuti prontamente: la donna è stata denunciata e il suo smartphone è stato sequestrato come prova.
L'episodio sottolinea quanto sia rigido il divieto di fotografare la scheda o il momento del voto, pena sanzioni penali.Ieri, primo giorno di votazioni, l'affluenza è stata significativa, con quasi il 39% alle 19 e oltre il 46% alle 23 in alcune proiezioni nazionali, in crescita rispetto a precedenti referendum. In Emilia-Romagna (regione di Ferrara) la partecipazione è risultata tra le più alte, trainata da Lombardia e Toscana. Sono circolate anche altre segnalazioni di irregolarità, ma ad ora l'episodio di Ferrara resta uno dei casi più eclatanti emersi finora.