"Voto sì al Referendum. In Italia se voti no diventi un testimonial, se voti sì sei un lacchè". Per aver pronunciato questa frase - legittima, come ogni posizione politica -, Pierluigi Diaco è stato travolto dall'odio dei leoni da tastiera rossi. Il conduttore di "Bella Ma" è stato definito un "servo di Meloni" e un "telemeloniano". Tutto questo per aver confessato il suo voto al referendum sulla giustizia.
Ma c'è stato anche di peggio. Poche ore fa Pierluigi Diaco ha ricevuto anche alcune minacce di morte, con tanto di immagini a testa in giù con scritto “credere obbedire penzolare” allegati a commenti ingiuriosi e volgari che si concludono con frasi tipo “si merita questo e anche di peggio”, dove per’ questo si intende appunto essere messo a testa in giù.
Al momento il conduttore ha optato per la via del silenzio. Ma, come riporta il Secolo d'Italia, i responsabili sono stati denunciati con documentazione dettagliata, ma la solidarietà arriva da molti e si aggiunge a quella già espressa da associazioni, come Giornaliste Italiane, da partiti politici, come Forza Italia sulle sue pagine ufficiali, ma anche e soprattutto da tanti semplici utenti che apprezzano il conduttore, lo seguono e lo rispettano.
Tanti messaggi di solidarietà dal centrodestra. "Minacce inaccettabili, vigliacche e vergognose. Solidarietà a Pierluigi Diaco. Chi non tollera le idee altrui non ha argomenti, ha solo odio", ha scritto su X il leader della Lega Matteo Salvini. "Desidero esprimere solidarietà a Pierluigi Diaco vittima da giorni di un linciaggio social a sfondo omofobo inaccettabile e vergognoso per aver espresso il proprio favore alla riforma della giustizia - il commento di Lucio Malan di FdI -. Diaco è un professionista esemplare e ciò cui stiamo assistendo rappresenta una inaccettabile offesa alla libertà di pensiero e di voto. Mi auguro che tutti, a prescindere dall’appartenenza politica, facciano sentire la propria vicinanza a Pierluigi Diaco censurando senza alcuna ambiguità questo odio social".