Pina Picierno presa di mira sui social. La colpa dell'europarlamentare dem? Aver votato "sì" al referendum ed essersi spesa a favore della riforma della giustizia. "Molto asina nel percepire l'umore dei cittadini", "Rosica. È ora che vai via", sono solo alcuni dei commenti arrivati sotto un post X pubblicato da Picierno a urne chiuse. "La partecipazione altissima al referendum - si legge nel messaggio della dem - è un dato importante e positivo. In un Paese segnato da crisi di rappresentanza e astensionismo, le file ai seggi, la voglia di discutere e di mobilitarsi sono una bellissima pagina di democrazia scritta dai cittadini italiani". Un messaggio pacifico accolto con la consueta violenza verbale dagli sgherri-social della sinistra.
E ancora: "Ha prevalso il ‘No’. Un No certamente politico, che riguarda il governo Meloni, ma credo anche gli atteggiamenti tenuti durante questa campagna elettorale, che raramente è entrata nel merito di una riforma attesa da molti anni, e si è scelta invece la strada della polarizzazione. Si è passati da un populismo all’altro e, alla fine, ha prevalso la voglia di proteggere, conservare e rifiutare ancora una riforma necessaria. Dal canto mio - prosegue Pina Picierno -, sono orgogliosa e per nulla pentita di aver fatto, nel merito, una campagna per una riforma che ho ritenuto giusta e necessaria, una riforma che il Partito democratico ha più volte auspicato. E sono felice di aver accompagnato un popolo di progressisti e riformisti che si è schierato con passione e coraggio: Augusto Barbera, Stefano Ceccanti, Gian Domenico Caiazza, Claudia Mancina, Umberto Ranieri, Giorgio Tonini, Arturo Parisi, Emilia Rossi, Marco Taradash e tanti altri sono stati compagne e compagni di viaggio in un percorso che guarda a un Paese più giusto, non in balia di astratti furori e nemici stagionali".
Parole che come un magnete hanno attirato il peggio dell'universo progressista, uno tsunami di insulti, tanto che è stato costretto a intervenire anche il collega di partito Filippo Sensi: "Ho votato No, manifestato x il No, fatto iniziative x il No. A una riforma dannosa e arrogante. Ma nessuna vittoria, nessun successo giustifica l'orrenda gogna social alla quale sono sottoposti vari compagni di partito - Pina Picierno su tutti - per la loro scelta in dissenso. Vergogna".