CATEGORIE

Pd, fronda anti-primarie per far fuori Schlein: il nome su cui puntano

di Elisa Calessi giovedì 26 marzo 2026

4' di lettura

C’è un tentativo in atto nel Pd: far saltare le primarie. Evitarle. E arrivare a scegliere il candidato premier attraverso quella che, nei colloqui informali, chiamano “soluzione negoziata”. Che vuol dire: mettersi d’accordo, tra leader e big, per trovare quella che definiscono “la figura migliore”, “la più competitiva” per battere l’altro fronte. Un profilo che, al momento, corrisponde a due nomi: Silvia Salis, sindaca di Genova (che non a caso da due giorni ha messo in chiaro di non voler partecipare alle primarie, perché le ritiene “sbagliate”, divisive) o Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, un uomo di unità per i suoi buoni rapporti con Schlein, Conte e perfino Renzi. Ma c’è anche chi fa il nome di Pierluigi Bersani o di Roberto Gualtieri, sindaco di Roma. La cosa curiosa- ma nemmeno tanto per chi conosce la storia del Pd- è che a lavorare per questo tentativo sono varie correnti del Pd. Anche molto diverse per idee.

Accomunate, però, per diverse ragioni e con differenti obiettivi, dall’idea che Schlein non è la scelta migliore. O non è quella che preferiscono. Dunque, per evitarla, bisogna far saltare le primarie. Ma come? Già prima del referendum, era partito un tentativo dei notabili dem di spingere Schlein a farsi da parte. Tentativo fallito perché la segretaria del Pd, dietro il sorriso, è determinata a voler giocare fino in fondo la sua partita. E non subisce la sudditanza di notabili, capicorrente o ricatti in nome dell’unità. Schlein vuole fare la candidata premier di quel campo largo che, va riconosciuto, lei ha rimesso insieme.

Elly Schlein liquida Silvia Salis: "Sono stata eletta così", è guerra-Pd

Neanche il tempo di godersi la vittoria al referendum sulla giustizia e già il Partito democratico si trova alle ...

I METODI
Il tentativo dei notabili era naufragato. Poi, dopo il referendum, è ricominciato. A rilanciarlo è stata Silvia Salis, sindaca di Genova, che anche ieri ha parlato di primarie “divisive”, pericolose, suggerendo un altro metodo: «Io credo che per individuare un leader di centrosinistra si possa fare una discussione interna ai partiti e, soprattutto, valutare quale sia la figura più in grado di vincere le elezioni». Lo stesso ragionamento a cui, sia pure come ipotesi, ha accennato l’ultimo grande stratega del Pd, Dario Franceschini, il quale guarda caso proprio ieri ha incontrato a pranzo Salis: «O c’è un nome su cui andare d’accordo», ha detto in una intervista, «o chi guida si sceglie con le primarie». Il nome su cui andare d’accordo per molti c’è. Ed è, appunto, quello di Salis.

Pd, rivolta contro primarie e Schlein: "Un bagno di sangue autodistruttivo"

Dopo il capitolo referendum, per la sinistra si apre quello più complicato delle primarie di coalizione. Se la di...

E l’argomento che la sindaca ha portato- le primarie finiscono per dare una immagine litigiosa- sarà usato, in queste settimane, da tanti. Pubblicamente e privatamente. Il problema è che per evitare questa litigiosità si propone di far da parte gli unici che, di diritto, dovrebbero competere: i segretari dei partiti. Dovranno vedersela, però, con Conte, convinto che alle primarie potrebbe battere Schlein o, mal che vada, arrivarle molto vicino, fissando così una posizione ben superiore a quella che il M5S raggiungerà alle elezioni. A frenare sulle primarie, ieri, è stato anche Beppe Sala. E per diverse ragioni (prima il programma, poi il leader) anche Avs e persino Romano Prodi, il primo a portarle in Italia. Matteo Renzi anche in questo sostiene Schlein: le primarie vanno fatte. Ma vorrebbe concorrere con un candidato suo: qualcuno che dia volto alla Margherita 4.0, nel caso nasca, o alla Casa Riformista, nel caso la quarta gamba non veda la luce.

LA BATTAGLIA La segretaria del Pd, ieri in una conferenza stampa alla sala Stampa Estera, ha fatto capire che non intende affatto farsi da parte. Chi vuole toglierla di mezzo, dovrà combattere una durissima battaglia. «In qualunque momento ci saranno le elezioni, ci faremo trovare pronti», ha detto. La questione della scelta del candidato premier non è la «priorità». E neanche sedersi a un tavolo con i leader della coalizione per mettere giù un programma. Per Schlein l’urgenza è quella di lavorare a capitalizzare l’onda del referendum. Quella del No «non è ancora una maggioranza politica, noi dobbiamo lavorare perché lo diventi», ha detto. Questa è la priorità. Quanto a programma e leader «troveremo un accordo. Sono più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono» ha ripetuto più volte. Chi farà il candidato premier? Le strade, ha detto, sono due: «O si fa come la destra, ovvero chi prende un voto in più. Oppure si fanno le primarie». Non è più il momento di federatori o di papi stranieri?, le hanno chiesto. Risposta: «Sì, quell’epoca è finita». Quanto alla Salis, secondo cui le primarie sono sbagliate, Schlein ha ricordato di essere «stata eletta con le primarie e quindi sono uno strumento che difendo». Sarà una lunga partita. E Schlein non accetterà mai di non giocarla.

tag
elly schlein
pd
dario franceschini
silvia salis

Fede politica Otto e Mezzo, Lilli Gruber: "Non lo vogliamo", il lapsus con cui si smaschera

Parola del sondaggista Referendum, Nando Pagnoncelli smonta i sogni di Pd e M5s: i voti che non andranno a sinistra

Una questione di leadership Silvia Salis, "ci rifletterei": Pd, le due parole che spaventano Elly Schlein

Ti potrebbero interessare

Otto e Mezzo, Lilli Gruber: "Non lo vogliamo", il lapsus con cui si smaschera

Redazione

Referendum, Nando Pagnoncelli smonta i sogni di Pd e M5s: i voti che non andranno a sinistra

Silvia Salis, "ci rifletterei": Pd, le due parole che spaventano Elly Schlein

Pina Picierno, "Ztl e rivoluzione": la bordata contro Schlein e radical-chic

Giorgia Meloni dopo Santanchè, al premier il ministero del Turismo ad interim: la firma di Mattarella

Ogni tassello del mosaico torna al suo posto, dopo i giorni infuocati che, in seguito al referendum giustizia, hanno por...

Chi è Antonello Mura, il nuovo capo di Gabinetto di Carlo Nordio

Antonio Mura sarà il nuovo capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, subentrando quindi a Giusi Bartolozzi...
Redazione

Forza Italia, Stefania Craxi eletta capogruppo. "Gasparri candidato in Commissione Affari esteri e difesa"

Stefania Craxi è stata eletta per acclamazione capogruppo di Forza Italia al Senato al posto di Maurizio Gasparri...
Redazione

Dimissioni Maurizio Gasparri, le indiscrezioni sulla reazione di Marina Berlusconi

Giorni di rinnovamento per le forze di maggioranza. Dopo gli scossoni della vigilia ecco che oggi, giovedì 26 mar...