Neanche il tempo di godersi la vittoria al referendum sulla giustizia e già il Partito democratico si trova alle prese con il solito mal di pancia interno. Nei giorni scorsi Silvia Salis affrontato il tema delle primarie. In sostanza, la sindaca di Genova aveva spiegato di non ritenerle uno strumento utile. E pertanto, secondo il suo punto di vista, sarebbe preferibile "avviare una discussione interna per individuare un leader in grado di guidare il campo progressista".
La Salis si è svincolata da tutti coloro che le chiedono un impegno più attivo nel partito. E ha anche chiarito che, in caso di primarie, non sosterrà alcun candidato perché "tutti i partiti del campo progressista supportano la mia esperienza amministrativa a Genova. Qualsiasi discussione interna durante le primarie rischierebbe di creare divisioni, che la destra potrebbe poi sfruttare contro il campo progressista. Sono tutti segnali negativi da cui dovremmo stare molto alla larga".
Non si è fatta attendere la risposta di Elly Schlein, che suona quasi come una stoccata alla prima cittadina genovese. "Io sono stata eletta con delle primarie, quindi sono uno strumento che difendo ma ripeto ci metteremo d'accordo sulla modalità migliore. Se sarà quella, io sono disponibile. In tre anni non mi avete sentito usare parole irrispettose sui nostri alleati, no?", ha dichiarato nel corso di un incontro con la stampa estera.