La caccia alle streghe di Repubblica ha raggiunto un punto di non ritorno, inaugurando una nuova stagione di deliri in salsa progressista: la lotta partigiana alle password del Wi-fi. Sulle pagine del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari e diretto da Mario Orfeo si dà particolarmente risalto a un dettaglio giudicato gravissimo. Ebbene, la chiave per accedere a Internet all'interno di Palazzo madama - sede del Senato - include le lettere "D", "U", "X", che in sequenza compongono la parola "DUX". Ovvero Duce, Benito Mussolini, quindi fascismo. Orrore, "UFSsDuxV8SXmn", ecco la composizione della "Rete Wi-Fi Senato Wireless".
Ma non finisce qui. Sempre secondo Repubblica ci sarebbero altri riferimenti allarmanti in quella password. "Dunque proprio al centro, si legge 'Dux' (a voler essere molto sospettosi, forse maliziosi, segnala uno dei presenti all'audizione, si potrebbe scorgere anche la scritta 'Ss' e 'Xm', la sigla della Decima mas cara a Vannacci)", si legge ancora sul quotidiano diretto da Orfeo. Uno scandalo insomma, che ha spinto un senatore particolarmente scrupoloso a rivolgersi a un'addetta al Senato per chiedere delucidazioni. "In realtà - la replica della diretta interessata - ogni tanto ci divertiamo anche a scrivere Urss". Ma l'autore dell'articolo su Repubblica non sembra provvisto di senso dello humor: "Come dire: evocazioni dittatoriali, sì, ma doverosamente bipartisan. Chissà che avrebbe pensato la senatrice Liliana Segre, se si fosse imbattuta nell'insegna". Ridere per non piangere.