"Luna di miele con gli italiani finita", "Governo agli sgoccioli", "Premier anatra zoppa", addirittura voci di crisi e voto anticipato. Dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia a sinistra è valso davvero di tutto, in una euforia che ha portato Giuseppe Conte ed Elly Schlein già a parlare di primarie, sognando di prendersi nel giro di pochi mesi Palazzo Chigi e, ovviamente, il Quirinale.
Tra le illusioni e la realtà, in politica, ci sono però tante variabili: i programmi non condivisi, per esempio, oppure la volontà degli elettori, peraltro spesso trascurata dai progressisti, quasi fosse un semplice dettaglio.
A giudicare dal sondaggio Eumetra di Renato Mannheimer realizzato per Piazzapulita, su La7, e pubblicato anche da Italia Oggi, però, i numeri sono ancora stabilmente dalla parte di Giorgia Meloni. Nessun crollo dopo l'esito del voto e maggioranza che tiene, eccome.
D'altronde, erano tanti esperti e sondaggisti a mettere in guardia i leader di Pd e M5s: i voti per il No non erano tutti automaticamente voti per il campo largo. E qua, ancora una volta, parlano i numeri.
Si parte dalla ipotesi voto anticipato: il 42,3% degli elettori dem si dice a favore (39,7% contro, un equilibrio che svela molti timori e perplessità tra i dem), mentre tra i simpatizzanti grillini il 52% vorrebbe votare prima della scadenza naturale della legislatura, nel 2027 (solo il 26,3% frena). Nel centrodestra non c'è percezione di crisi: il 93,5% degli elettori di Fratelli d'Italia, l'85,9% degli elettori della Lega e il 75,5% di quelli di Forza Italia vogliono arrivare fino a fine corsa.
Anche i dati sui singoli partiti rivelano un impatto assai limitato del voto referendario sul gradimento. Secondo Mannheimer FdI è ancora stabilmente il primo partito con il 29,3% e una variazione minima dello 0,4% in meno. Anche per Antonio Noto, Fratelli d'Italia resta al 29% (-0,5), per Only Numbers si scende al 27,8% (-1,5%, il dato più pessimista), per Swg il partito di Meloni è al 29,5% e per la Supermedia Agi You Trend FdI scende dello 0,9%, al 27,9 per cento. Schlein e Conte, insomma, dovranno rassegnarsi e prepararsi: nessun tappeto rosso per loro verso la vittoria alle politiche.