"Bisogna continuare a lavorare per mandare avanti i negoziati di pace, fare ogni sforzo possibile per stabilizzare la situazione, riaprire lo Stretto" di Hormuz "che per noi è fondamentale. Chiaramente non solo per i carburanti, ma anche per i fertilizzanti, altro elemento fondamentale per il settore del quale parliamo oggi. In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell'accordo di Difesa con Israele".
A dirlo è Giorgia Meloni a margine di Vinitaly, quella che il premier definisce "la vetrina di una delle espressioni più incredibili del nostro Made in Italy. Un settore che comunque continua a darci enormi soddisfazioni con i suoi 14 miliardi l'anno di fatturato, in continua crescita anche nell'export. Nel vino noi siamo, primi produttori, primi esportatori per quantità, secondi esportatori al mondo per valore. Ed è un settore che anche lo scorso anno, nonostante i dazi, ha continuato a crescere".
E proprio sui rapporti con gli Stati Uniti, la presidente del Consiglio tiene a sottolineare: "Considerando gli Stati Uniti un nostro alleato strategico, prioritario; però, quando si è amici e si hanno alleati, particolarmente se sono strategici, bisogna anche avere il coraggio di dire quando non si è d'accordo. È quello che faccio ogni giorno: quando sono d'accordo lo dico, quando non sono d'accordo dico di non esserlo, perché credo che questo faccia bene all'Europa, agli Stati Uniti e all'Occidente in generale".
Il riferimento è alle parole di Donald Trump su Papa Leone XIV. A riguardo la leader di Fratelli d'Italia rimarca: "Quello che ho detto è quello che penso, che le dichiarazioni in particolare sul Pontefice fossero inaccettabili. Ho espresso ed esprimo la mia solidarietà a papa Leone - ha aggiunto -. Dico di più: francamente io non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Non in questa parte del mondo".
Tornando all'economia italiana, Meloni premette che "Descalzi è un operatore del settore e ha il dovere di porre le questioni per come le vede". Eppure sul gas russo "io continuo a sperare che quando il problema dovesse porsi, a gennaio 2027, saremo riusciti a fare un passo avanti e a portare pace la pace in Ucraina. Io capisco il punto di vista di Descalzi ma non dobbiamo dimenticare che la pressione economica esercitata sulla Russia è l'arma più efficace per costruire pace, per cui dobbiamo fare molta attenzione a come ci muoviamo. È comunque presto per parlare di questa dinamica". Da qui l'appello all'Ue, visto che sospendere il patto di stabilità "potrebbe aiutare. L'Ue non dovrebbe sottovalutare l'impatto che la crisi potrà avere", "muoversi troppo tardi è un enorme errore di valutazione". "Stiamo chiedendo sia la sospensione del Patto, sia dell'Ets. Dar battaglia in Ue" su questi temi è "per il bene dell'Ue".