Un'intervista sprezzante, quella di Elly Schlein al Corriere della Sera. La leader del Partito democratico parla già da premier in pectore, come se avesse la vittoria alle prossime elezioni politiche in carica, ma crolla letteralmente quando Maria Teresa Meli, l'intervistatrice, le domanda del programma del centrosinistra ancora da scrivere. E la risposta della leader del Nazareno è tragicomica.
"Solo un governo che vive chiuso nel palazzo da tre anni può pensare che questa sia la priorità", attacca subito parlando della legge elettorale e della bagarre scatenata mercoledì a Montecitorio. "L'indicazione venuta dal referendum - aggiunge - è stata chiara: gli italiani vogliono un governo che si occupi dei problemi concreti che riguardano le loro vite e la destra che aveva i numeri in Parlamento per fare tutto è riuscita a non fare nulla che migliorasse la vita degli italiani. Nel merito la loro proposta è irricevibile. Come possono pensare di dialogare sull'antipasto del premierato, con il premierato ancora sul tavolo, che contestiamo duramente".
Meloni, al premier time ha aperto al dialogo a tutto campo con l'opposizione. "Dopo aver forzato le procedure parlamentari in numerose occasioni - prosegue Schlein - fa queste affermazioni come se non avesse già negato, e con lei il resto del centrodestra, il confronto che noi avevamo chiesto in questi anni su salari, sanità e congedi. La disponibilità esibita da Meloni mi sembra più retorica che altro perché alla prova dei fatti hanno sempre fatto il contrario".
"Noi - afferma ancora - andremo al governo solo vincendo le elezioni con l'alleanza progressista che abbiamo ricostruito in questi anni. Non esistono altre opzioni: questo è il mandato che io ho ricevuto dai nostri elettori. Nessuna disponibilità alle larghe intese"
"Voi progressisti non dovreste mettervi già a scrivere il programma?", chiede la Meli. "Noi non partiamo da zero ma dalle tante proposte già condivise con l’alleanza progressista sia in Parlamento sia nelle tante regioni e città in cui già governiamo insieme - assicura Elly -. Quello che mi pare grave è che non abbia un programma chi sta al governo oggi, perché sono 4 anni che vanno avanti con la retorica dei record mentre abbiamo tre anni di calo della produzione industriale, abbiamo tra i salari più bassi di Europa, le bollette invece tra le più alte, e abbiamo sei milioni di italiani che non riescono a curarsi nella sanità pubblica. Su tutti questi temi, noi insieme alle altre forze dell’alleanza progressista abbiamo già portato avanti proposte condivise". Quindi, elenca le sue priorità: "Semplice: sanità, lavoro ed energia. Noi approveremmo subito un salario minimo perché l’Italia con questi stipendi e questa precarietà non è al passo con l’Europa. Energia perché è la prima richiesta delle imprese ed è al centro di una strategia della crescita che serve al Paese. Noi accelereremmo subito gli investimenti sulle rinnovabili per ridurre il costo dell’energia e la dipendenza dal gas. Sulla sanità pubblica abbiamo indicato al governo dove recuperare immediatamente risorse per assumere medici e infermieri che mancano e, di conseguenza, per ridurre davvero le liste d’attesa". Un bel mondo di sogni che fa a pugni, già oggi, con il mondo, quello vero, delle guerre e dei giganti economici.