Giorgia Meloni ha partecipato al 212° Anniversario di fondazione dell'Arma dei Carabinieri sul Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria. Presenti anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, il ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone, quello della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, il comandante generale dell'Arma, Salvatore Luongo, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, e altre autorità parlamentari, di governo, militari, civili e religiose. All'inizio della cerimonia, Meloni, accompagnata da Crosetto, ha passato in rassegna una rappresentanza di tutti i reparti dell'Arma.
Subito dopo la premier era attesa anche al vertice di tutti i leader europei nei Balcani per discutere del futuro dell'Europa e della pace in Ucraina. Ma il suo aereo ha subito ritardo e per questo motivo la leader di fratelli d'Italia non è riuscita ad arrivare a destinazione. L'episodio ha scatenato l'ilarità della sinistra che ha attaccato Meloni, dimenticandosi però che il ritardo aereo non è certamente imputabile a lei.
"Niente vertici dei Balcani, Gran Bretagna, Francia e Germania che incontrano Zelensky. Non ho capito perché la linea dell'Italia sia avere judo. Male, malissimo. Fuori da tutto. Fuori", ha commentato sui social il senatore del Pd, Filippo Sensi. "Mamma ho perso l'aereo o meglio Europa ho perso l'aereo. Non è solo il noto film di Natale, ma ormai sembra diventata l'agenda della politica estera della presidente Meloni - le parole di Angelo Bonelli -. Mentre a Tivat, in Montenegro, i leader europei discutono di allargamento dell'Unione ai Balcani occidentali, stabilità del continente, ruolo dell'Europa nella guerra in Ucraina, la presidente del Consiglio italiana, stando alle cronache, si dilunga alla presentazione di un francobollo e salta il vertice. Un'immagine plastica dell'irrilevanza in cui questo governo sta trascinando l'Italia. Non è una gaffe di protocollo: è un fatto politico. Meloni parla ogni giorno di patriottismo, ma nei tavoli in cui si decidono gli equilibri europei e il ruolo dell'Italia il governo non c'è. Questa è la destra sovranista: tanta propaganda, poca presenza dove si contano davvero gli interessi nazionali.