Oggi e domani la partita dei ballottaggi in 41 centri superiori ai 15 mila abitanti, di cui 6 comuni capoluogo di provincia. C’è un sottotesto politico, residuale ma presente, in questo turno, e riguarda le rivendicazioni dei due poli. Il cuore politico della tornata è stato segnato da due piazze al primo turno, Venezia e Reggio Calabria, vinte dal centrodestra con largo margine, guidato rispettivamente dal civico Simone Venturini e dal deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro, con un significato ulteriore nel capoluogo veneto perché i sondaggi attestavano la possibile vittoria del centrosinistra in modalità campo largo.
Anche un Comune importante come Salerno, per quanto abbia visto il ritorno di Vincenzo De Luca (leader regionale che non ha bisogno di presentazioni e che ha governato la Campania per 10 anni), comunque ha visto un discreto caos nel blocco progressista: De Luca che corre praticamente per conto suo, il Pd che non si presenta e il Movimento 5 Stelle (con cui i rapporti sono pessimi) che va a sua volta in autonomia. Dunque, tocca ad altre piazze importanti, con situazioni particolari.
LE SFIDE
A Macerata il centrodestra si gioca la riconferma, mancata al primo turno per una decina di voti. Il sindaco uscente, che è di nuovo in campo, è l’imprenditore espressione della Lega Sandro Parcaroli. Qualora ce la dovesse fare, sarebbe la conferma di un trend del centrodestra per le Marche che continua a essere positivo, dopo il bis di Acquaroli in Regione lo scorso anno e le piazze importanti vinte al primo turno di Senigallia, San Benedetto del Tronto e Fermo (qui ha vinto un candidato indipendente, ma comunque di area centrodestra). Particolare è poi la situazione che si è creata a Viareggio. Qui infatti il sindaco uscente Del Ghingaro “partiva” come centrosinistra, ma man mano nel corso del quinquennio si è spostato su posizioni sempre più moderate. Ora, una lista di suo riferimento appoggia la candidata di centrodestra Sara Grilli. È un ballottaggio tutto in rosa, quello di Viareggio, perché a sfidarla c’è Federica Maineri. Un altro comune toscano è Arezzo, capoluogo di provincia.
Qui è uscente il centrodestra, con Alessandro Ghinelli. Prova a raccogliere il testimone Marcello Comanducci, civico di centrodestra, mentre la sinistra ci prova con Vincenzo Ceccarelli, che si è presentato in modalità campo largo. Un’altra sfida interessante sarà poi quella di Vigevano, dove c’è stata al primo turno una prova molto significativa di un candidato appoggiato da Roberto Vannacci, il leader di Futuro Nazionale. Qui se la vedrà Paolo Previde Massara, medico civico appoggiato da Forza Italia, che sfida Rossella Buratti. Al primo turno, Fratelli d’Italia e Lega andavano sull’assessore uscente Riccardo Ghia.
Per il ballottaggio, mentre Fratelli d’Italia ha dato l’ok a Previde dopo un’intesa, la Lega con Noi Moderati non ha dato indicazioni di voto, mentre Vannacci ha addirittura consigliato ai suoi elettori di annullare la scheda per lanciare un segnale.
TESTA A TESTA A Lecco il centrodestra potrebbe fare il “colpaccio” con Filippo Boscagli, esponente di Fratelli d’Italia che parte con sei punti di vantaggio contro il sindaco uscente di centrosinistra Mauro Gattinoni. Qual è la posta in gioco per le coalizioni? Sicuramente per il centrodestra consolidare quel trend di consenso che, dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia, ha ricominciato a crescere nei sondaggi, come certificato dal primo turno elettorale. Mentre per il centrosinistra, l’imperativo è limitare i danni. Il campo largo non entra a sistema, come dimostra l’elezione di Venezia; e dopo l’illusione che la vittoria del no al referendum sulla giustizia potesse rappresentare un cambio di direzione del consenso, nelle ultime settimane sono emerse con evidenza le differenze programmatiche.
Un’altra sconfitta, per quanto a dimensione territoriale, non farebbe altro che rendere più intense le difficoltà.