Antonio Decaro è riuscito a battere persino il suo padrino Michele Emiliano: dopo soli sei mesi dalle elezioni è già al primo assessore indagato. Si tratta di Graziamaria Starace, assessore al Turismo della giunta Decaro. Indagata per concussione in concorso con il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti (fedelissimo di Emiliano e sostenuto da tuttto il campo largo), che ricopre anche il ruolo di presidente della provincia di Foggia.
Gli investigatori ipotizzano che vi siano state pressioni finalizzate a ottenere la revoca del titolo concessorio di un lido. Secondo la procura di Foggia, il sindaco Nobiletti e l’assessore regionale Starace avrebbero deciso a tavolino una serie di controlli, finalizzati alla revoca di alcuni permessi al villaggio turistico dell’ex marito dell’assessore. Minacciandolo di revocargliele se non le avesse pagato gli alimenti. Dopo la messa in regola e i relativi controlli eseguiti nell’ambito di una ricognizione disposta dal Comune di Vieste sugli stabilimenti balneari, l'uomo ha riottenuto le concessioni.
Tutto nasce dalle registrazioni raccolte di nascosto dall’assessore del Comune di Vieste Gaetano Paglialonga. Incarico subito revocato da Nobiletti appena saputo che queste registrazioni sono finite negli atti di indagine. Mentre il sindaco indagato non ha alcuna intenzione di dimettersi.
Come del resto l’assessore regionale Starace. La quale in questi giorni è in viaggio per motivi personali. Dovrebbe rientrare a breve. Dalla Regione fanno sapere che valuteranno la vicenda. E nel silenzio di Decaro, la Starace affida la sua immagine a un post su Facebook parlando «di una delicata e dolorosa vicenda strettamente personale e familiare, che mi perseguita da anni e mi vede vittima. Da donna e da madre - scrive Starace -, ho continuato a stare in piedi e ad andare avanti con la massima forza e coraggio, nonostante il peso che mi porto dentro. Ho piena fiducia nella magistratura che ricostruirà ogni passaggio nelle sedi proprie, essendo in corso diversi procedimenti che mi vedono parte lesa e dove sono certa che il quadro emergerà con chiarezza».
Ma si difende anche l’assessore comunale : «La revoca del mio incarico – attacca Paglialonga- non deriva dalla divergenza di vedute politiche sull’amministrazione della città. La perdita di fiducia nella mia persona non deriva da qualcosa di sbagliato o non condiviso nell’esercizio delle mie funzioni o peggio per qualcosa di illecito che avrei commesso. La perdita di fiducia deriva dal fatto che, mio malgrado, sono diventato testimone di un procedimento penale per fatti molto gravi che vedono coinvolto il sindaco e che non potevo far finta di non vedere». «Le registrazioni di cui si parla – prosegue l’ex assessore - non sono voci, indiscrezioni o racconti di parte. Sono fatti già acquisiti dagli organi competenti, che per questo stanno indagando e svolgendo tutti gli approfondimenti necessari. Non posso accettare di passare come il problema di questa storia, mentre i suoi protagonisti sono ben altri». Tace invece Decaro, ormai da sei mesi impegnato quotidianamente nel suo tour fra tutte le sagre, processioni, e feste patronali di tutti i Paesi della Puglia. Ormai l'ordine di alzare le tasse a tutti i pugliesi lo ha già firmato.