CATEGORIE

Super-tassa in Puglia: il Pd di Decaro punisce i cittadini per il deficit nei conti dem

di Enrico Paoli lunedì 18 maggio 2026

4' di lettura

La memoria del Web (e lasciate perdere l’intelligenza artificiale, per favore) è davvero implacabile. Antonio Decaro, governatore della Regione Puglia, chiudendo la campagna elettorale dell’allora assessore regionale al bilancio, Fabiano Amati, come testimoniano vari video tornati di strettissima attualità, andava sostenendo che i conti (a partire da quelli della sanità) erano in ordine. Dunque nulla sarebbe stato fatto, in termini di manovra fiscale. E figuriamoci cosa sarebbe accaduto se non lo fossero stati... Perché a distanza di pochi mesi da quelle affermazioni, in Puglia si è votato per le regionali nel novembre del 2025, la realtà si è incaricata di smentire tutto e tutti, con lo stesso Decaro costretto a mandare la versione pugliese della Stangata, ovvero l’aumento dell’addizionale Irpef per provare a tappare il buco nei conti della sanità stimato in 350 milioni di euro. Eh sì, bei tempi quelli della campagna elettorale. Talmente belli da non sembrare veri, stando con i piedi ben piantati nel presente, vista la bastardaggine dei numeri nel disegnare una situazione che definire disastrosa è dir poco. Rispetto alla quale Decaro non può nemmeno applicare il consolidato metodo dello scaricabarile («tutta colpa di chi c’era prima»), visto che in Puglia il centrosinistra governa da almeno 20 anni. Quindi solo il mea culpa è accettabile, anche se il governatore prova a puntare l’indice contro il governo, guidato dalla premier, Giorgia Meloni, tirando in ballo il solito ritornello dei trasferimenti da Roma alla periferia.

«Le accuse sollevate dal Partito Democratico sul presunto taglio dei fondi alla sanità pubblica non sono soltanto infondate», afferma il deputato pugliese di Fratelli d’Italia Giandonato La Salandra, «ma rappresentano il disperato tentativo di scaricare sul governo nazionale le colpe di vent’anni di fallimenti gestionali della sinistra in Puglia. I dati parlano chiaro: l’esecutivo Meloni ha aumentato le risorse per la sanità e alla Puglia sono arrivati circa 700 milioni di euro in più. Altro che definanziamento». «C’è un disequilibrio strutturale», ha sostento Decaro presentando la stangata fiscale, «che riguarda tutte le Regioni» citando i casi di Emilia-Romagna, Piemonte e Abruzzo. «C’è tanto lavoro da fare», sottolinea Decaro, «e mi batterò anche per fare in modo che aumenti il Fondo sanitario nazionale per tutte le regioni, in modo da allinearlo all’aumento dei costi, specialmente a quelli che non dipendono da noi». La colpa, si sa, è sempre di qualcun altro. I numeri, dunque. In Puglia, chi guadagna fino a 15mila euro all’anno, non sarà toccato dall’aumento dell’addizionale regionale dell’Irpef, per loro l’aliquota resterà all’1,33% (l’1,22% base più lo 0,1% regionale). La manovra fiscale per arginare il deficit sanitario certificato in 349 milioni di euro, non toccherà le tasche del 32,8% dei pugliesi. Il peso maggiore cadrà sui redditi superiori ai 50mila euro annui: in media 66,6 euro in più al mese per un 5% di pugliesi: per loro l’aumento massimo previsto del 2,1%. Il grosso della popolazione, il 40% che guadagna da 15 a 28mila euro, sborserà in media 4 euro al mese in più. È di 20 euro al mese, invece l’incremento medio dell’Irpef regionale per gli 882mila pugliesi che guadagnano da 28 a 50mila euro all’anno. Dunque sarà la cosiddetta «classe media» a farsi carico del peso maggiore della manovra Decaro. Chi guadagna 30mila euro all’anno, pagava 10 euro al mese, ora ne pagherà 50.

Giorgia Meloni, ecco tutte le tasse tagliate dal governo: il dossier che zittisce la sinistra

Elly Schlein ieri ha cercato di dribblare sapientemente - mentre gironzolava al Salone del Libro di Torino- il nodo dell...

«L’aumento dell’addizionale Irpef deciso dalla Regione Puglia rappresenta l’ennesima tassa scaricata sui cittadini», rimarca Giovanni Maiorano, deputato di Fratelli d'Italia, «per coprire annidi malgoverno della sinistra alla guida della Regione. È inaccettabile che famiglie, lavoratori e ceto medio si ritrovino a pagare il conto di una gestione fallimentare della sanità pugliese, incapace di programmare, controllare la spesa e garantire servizi efficienti senza mettere le mani nelle tasche dei contribuenti». E tutto questo avviene «nonostante l’impegno concreto del governo Meloni e del sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato», afferma Maiorano, replicando alle accuse mosse di Decaro al sottosegretario, «che stanno lavorando ogni giorno per rafforzare il sistema sanitario nazionale, aumentare le risorse e ridurre la pressione fiscale sui cittadini». «Ammetta una volta e per tutti», gli fa eco il collega Davide Bellomo, capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia alla Camera, «se ha un minimo di pudore, che c’è stata una gestione scellerata delle risorse pubbliche da parte della sinistra che malgoverna da 20 anni la Puglia». Ad alimentare ulteriormente la polemica contribuisce lo stesso sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, che coglie la palla al balzo per attaccare la gestione del centrosinistra. Per il deputato meloniano l’aumento delle tasse «è un’ipotesi in mano alla Regione che ha provocato un buco di quasi 400 milioni di euro soltanto nell’ultimo anno. La legge prevede che sia la Regione a dover colmare questo buco creato dalla Regione. Sono vent’anni di governo di centrosinistra che ci regalano da un lato una sanità che non funziona, e dall’altro un buco enorme». La principale voce di aumento della spesa sanitaria riguarda il personale, con 188 milioni di euro in più, pari al 43,42% del totale dei maggiori costi. Seguono la farmaceutica con 117 milioni, dispositivi medici e accantonamenti rischi con 35 milioni ciascuno, sociosanitario con 25 milioni, Sanitaservice con 15 milioni, noleggi per 10 milioni e manutenzioni per 8 milioni.

Torna il partito della patrimoniale: Pd-M5s-Avs, il programma parla chiaro

Convinti di vincere le elezioni, a sinistra stanno pavimentando la strada per una nuova imposta patrimoniale. Non si nas...

tag
antonio decaro
pd
puglia
giovanni maiorano
marcello gemmato

Il manifesto Pd, ecco chi spunta alla festa a Correggio

L'accelerata Il patto del Campo largo per sfrattare i cattolici. Elly: "Dobbiamo scusarci con la comunità Lgbt"

Farnesina Elly Schlein, la sorella nello staff di Tajani. Ma il ministro smentisce tutto

Ti potrebbero interessare

Pd, ecco chi spunta alla festa a Correggio

Il patto del Campo largo per sfrattare i cattolici. Elly: "Dobbiamo scusarci con la comunità Lgbt"

Fabio Rubini

Elly Schlein, la sorella nello staff di Tajani. Ma il ministro smentisce tutto

Redazione

Sondaggio, Ghisleri spinge FdI e Meloni in orbita: le cifre del balzo

Redazione

Modena, Donzelli inchioda la sinistra: "È il sindaco il responsabile dei servizi sanitari"

Quanto accaduto a Modena viene in queste ore utilizzato dalla sinistra per puntare il dito contro il governo Meloni. Epp...

Se la sinistra attacca Salvini per nascondere il fallimento della sua idea di accoglienza

Il facciatollismo della sinistra italiana è stato smascherato tra il pomeriggio di sabato 16 maggio 2026 e la gio...
Fabio Rubini

Che tempo che fa, la domanda di Fazio che imbarazza Schlein: "La Spagna ha il nucleare..."

Elly Schlein a Che tempo che fa. Prima l'abbraccio con Bernie Sanders, poi l0intervista con Fazio per attaccare il g...

Campana, il candidato sindaco si presenta sul palco vestito da Pinocchio

L'ha buttata sul ridere Agostino Chiarello. Il sindaco uscente di Campana, nel Cosentino, nonché ricandi...