Il patentino di antifascismo, necessario per aderire alla Fiera della piccola e media editoria, fa impazzire la sinistra. Giuseppe Conte, leader dei 5 Stelle, parla di una «polemica domenicale surreale», la Meloni «adesso ha l’ossessione per Vannacci.
Un piccolo quesito: ma quando si occupa dell’Italia?», incalza. E il capogruppo del M5s al Senato, Luca Pirondini, rincara la dose: «Meloni vuole passare il tempo che le resta gareggiando con Vannacci a chi sta più a destra? Sono veramente messi malissimo».
Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, denuncia il «silenzio colpevole della Meloni su Vannacci per avere voti dei fascisti». Ancor più duro il senatore del Pd, Marco Meloni, secondo cui le esternazioni della presidente del Consiglio «sono vergognose. Le ricordo che ad aver giurato sulla Costituzione antifascista è anzitutto lei».
«La Meloni difende gli editori fascisti», afferma aurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea. «La Meloni insegue Vannacci nel mondo al contrario», chiosa il segretario di Più Europa Riccardo Magi.