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Giuseppe Conte contro Beppe Grillo: "Zero chance che il simbolo torni a lui"

di Annarita Digiorgio lunedì 15 giugno 2026

2' di lettura

Ultima giornata a Manduria per il forum organizzato da Comin&Partner nella masseria di Bruno Vespa. A concludere la tre giorni l’intervento dell’unico leader del centrosinistra presente: Giuseppe Conte. Che ci tiene però a precisare che M5S non può dirsi di sinistra: «Progressisti indipendenti è stata scelta dalla base. Nella definizione della nostra identità hanno scelto questa formula», qualsiasi cosa voglia dire. Conte però si mangia tutti gli avversari interni, a cominciare dal suo padrino Beppe Grillo: «Non c’è nessuna possibilità che Grillo si riprenda il simbolo» dice l’ex premier. Poi però commenta il post il post della Meloni sulla fiera del libro «è una distrazione domenicale, visto che abbiamo un problema di salari reali, di calo della produzione industriale, di credibilità anche a livello internazionale». 

Secondo Conte quello sarà «il post per cui adesso tutti i tg li potrete concentrare su questo tema qui. Però gli italiani aspettano risposte da quattro anni sulla povertà: 6000 poveri che sono in povertà assoluta. Si tratta di un problema sociale o no? o soltanto un problema di chi muore di fame». «E ancora, sei milioni di cittadini che rinunciano alle cure, con un governo che ha ritirato uno straccio di progetto di riforma sulla sanità e se l’è rimangiato poco dopo». Mentre lui commenta i «dati oggettivi: siamo stati mollati da Trump dopo avergli fatto una corte spietata, non abbiamo ottenuto nulla, solo un vuoto a perdere».

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Dimenticando che anche lui è stato amico di Trump. Ma rivendica quel periodo: «Cinque anni e zero riforme». Essendo in provincia di Taranto non può mancare una battuta su Ilva: Conte dà la colpa a Calenda e difende le scelte fatte dal suo governo su quello che era il più grande siderurgico d’Europa, «però poi ci hanno fatto cadere». Nel frattempo Schlein boicotta il forum di Vespa e preferisce perdere due ore e mezzo di tempo per incontrare l’ex presidente del Pd Romano Prodi, Schlein. A confessarlo è stato lui: «Schlein l’ho incontrata stamattina, abbiamo fatto due ore e mezza di bella conversazione bolognese...».

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