Un pensiero monomaniaco, quello di Elisabetta Piccolotti nei confronti del generale Roberto Vannacci. La moglie di Nicola Fratoianni ed esponente di spicco di Avs, infatti, colpisce senza soluzione di continuità il leader di Futuro Nazionale. Certo, una strategia: spingerlo attaccandolo, l'obiettivo è quello di generare un consenso, per Vannacci, che possa permettere al fronte progressista di vincere alle prossime politiche nel caso in cui il generale non confluisca nella coalizione di centrodestra.
E così, dopo averlo derubricato a "Medioevo", ecco che la Piccolotti torna a cannoneggiare contro Vannacci nel corso di Tagadà, il programma di approfondimento politico del pomeriggio su La7, la puntata è quella di lunedì 15 giugno. Un cannoneggiamento tra il paranoico e il complottista. "Io penso che l'operazione Vannacci abbia solidi e tristi riferimenti internazionali - premette Piccolotti -. Abbiamo già visto negli anni prima la crescita di Matteo Salvini dal 3% al 30%, poi Salvini è stato mollato e abbiamo osservato la crescita dal 3% al 28% di Giorgia Meloni. Ora vediamo in pochi mesi la crescita dal 2% al 6% di Vannacci: queste non sono operazioni spontanee, ci sono in atto azioni di manipolazione degli algoritmi, agenzie di comunicazione, spinte che vengono portate avanti sui social network per dare una visibilità gigantesca alle inaccettabili parole d'ordine di Vannacci", la spara lady Fratoianni.
E ancora: "In qualche modo c'è qualcuno che, spingendo Vannacci, sta cercando di condizionare il governo, e credo che, anche in quest'ottica, si debba leggere il tentativo di Giorgia Meloni di riavvicinarsi a Donald Trump o la sua richiesta all'Ue di eliminare le sanzioni a chi non rispetta lo Stato di diritto", conclude la Piccolotti. Insomma, complotti e manine, da Salvini passando per Meloni e fino a Vannacci. Il dubbio che si tratti di mero consenso pare non sfiorare la moglie di Fratoianni. Como, funzionale per giustificare ogni fiasco elettorale.