Il G8 come atto fondativo. Ennesimo episodio dal grande centro sociale di Genova che risponde al nome della giunta Silvia Salis. Non paghi delle ultime dichiarazioni durante la manifestazione in ricordo dei fatti del 30 giugno 1960 - giornata in cui venne impedito il congresso del Movimento Sociale Italiano nella città ligure in cui il sindaco della Superba ha dichiarato come «essere cresciuta in una famiglia di sinistra ti dà un grande vantaggio», ovvero? «Imparare ad alimentare negli altri sentimenti positivi, non la paura», giusto una punta di razzismo ideologico. Ora ci troviamo davanti a un nuovo capitolo della boutade antifascista al pesto.
Basta collegarsi al sito g8genova.it per osservare la scaletta delle “celebrazioni” del quarto di secolo che ci separano del G8 del luglio del 2001. Foto, video e dichiarazioni atte a ricordare. «Per molti giovani - scrivono gli organizzatori - il G8 è ormai un fatto storico. Per chi lo ha vissuto rappresenta invece un passaggio cruciale che continua a parlare all’oggi». E cosa ci dice? Un mese, o quasi, di iniziative che coinvolgono l’amministrazione genovese che ha patrocinato una parte delle iniziative. Come ad esempio l’inaugurazione, in data odierna, di una serie di mostre a Palazzo Ducale presso la sala Munizioniere. Andiamo da “Al lavoro! Tutto cambia, cambia tutto” a “Genova 2001: una ferita aperta” passando per “Racconti dalla Piazza del mondo” del Comitato Piazza Carlo Giuliani, arrivando a “Quella notte alla Diaz - una testimonianza a fumetti”. Il 13 luglio al MAIIIM ci sarà il talk “Forensic investigation oggi” e la presentazione del libro Estetiche investigative di Eyal Weizman. Il giorno successivo il menù prevede, ai Giardini Emanuele Luzzati, la conferenza “Global Sumud Flotilla, da Genova a Gaza” con Maria Elena Delia e compagnia natante. Il 16, nella stessa location, lo spettacolo teatrale “C’era una volta la guerra”. E via così.
Un’esegesi di quei giorni nella vicenda di Carlo Giuliani, in quella degli autonomi e della sinistra genovese che resta globale e No global. Non va dimenticata l’assemblea nazionale dei No Kings in programma il 18 luglio, presso il Palazzo Ducale, e il giorno successivo il corteo nazionale promosso da Genova antifascista. L’esborso comunale un «contributo massimo di 35mila euro» per il «ricco palinsesto pensato per ricordare i 25 anni del G8». Lo slogan? «Riprendiamoci il futuro» mentre la sovvenzione è stata deliberata «dalla giunta in considerazione del fatto che si tratterà di un momento centrale per la riflessione collettiva».
Per l’assessore alla cultura, Giacomo Montanari, «sostenere questo percorso significa favorire uno spazio di partecipazione democratica, di confronto aperto e di altissimo spessore qualitativo». Altissimo e purissimo, aggiungiamo noi. Il consigliere delegato ai Grandi Eventi, Lorenzo Garzarelli, pone l’accento sull’aver dato «il giusto valore a un anniversario che non è solo memoria, ma un’occasione per comprendere il presente e costruire il futuro». In un’unica direzione, mi raccomando. L’europarlamentare Carlo Fidanza, commentando le parole della Salis in occasione del 30 giugno, ha chiesto al sindaco di smettere «di giocare alla lotta di classe e all’antifascismo da salotto e pensi a governare meglio la sua città». Un proposta irricevibile per la sinistra Silvia Salis maniera, meglio non uscire dal torcicollismo del luglio di 25 anni fa.