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Schlein e Conte, l'8 luglio primo comizio insieme. Dove sarà Renzi: salta tutto?

di Elisa Calessi domenica 5 luglio 2026

3' di lettura

I dettagli sono ancora tutti da definire, così come la formula (classici interventi da un palco o partecipazione dal basso per dare spunti sul programma?). Intanto però è stata confermato, con un lancio simultaneo della locandina sui social da parte dei leader del centrosinistra, l’appuntamento dell’8 luglio a Napoli.

A promuoverlo è il nucleo di base del centrosinistra, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, gli stessi della foto fatta a Costanza Hosteria, trattoria romana di Campo de’ Fiori, che tanto ha fatto discutere per le assenze (il centro del centrosinistra, Matteo Renzi). La locandina, del resto, toglie ogni dubbio sulla ratio delle esclusioni e sul collante che unisce questo primo cerchio ristretto: sfondo rosso fuoco. E poi la scritta in bianco a caratteri cubitali: «Al lavoro per cambiare l’Italia», con il verbo “cambiare” scritto di nuovo in rosso su fondo bianco.

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Appuntamento a piazza del Gesù alle ore 19,30. Sarà la prima tappa della mobilitazione sul programma. Ma come si declinerà è tutto da decidere. L’unica notizia che filtra è che, vista la città scelta, si parlerà soprattutto di salario minimo e autonomia differenziata. Due temi sensibili per il Sud. Dopo due settimane seguirà un altro appuntamento a Padova, dove i temi guarderanno più al Nord.

IL GRANDE ASSENTE

Lo stesso giorno il principale assente della foto, Matteo Renzi, non resterà con le mani in mano. Sarà coi suoi davanti ai supermercati per un’iniziativa annunciata alcuni giorni fa nella sua e-news, dal titolo “Quando c’era lei”. In pratica una mobilitazione sul caro-vita, con volantini per sensibilizzare le persone su prezzi e tasse oltre che per raccogliere firme per le preferenze. E così l’8 luglio si manifesterà plasticamente l’esistenza di due opposizioni che ancora non si sa se saranno alleate. Due strade che percorrono lo stesso campo, ma che corrono per ora parallele e che certificano uno dei tanti nodi irrisolti nel centrosinistra. Ossia il perimetro della coalizione. Ossia, per dirla più chiaramente, Matteo Renzi. Il M5S, infatti, ancora non ha fatto cadere il veto sull’ex premier, rimandando la scelta ai prossimi mesi. Il leader di Iv, però, ha già messo in chiaro che la lista Casa Riformista ci sarà. Alleata del centrosinistra o no.

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Sa di poter contare su Elly Schlein, che da tempo sostiene che ogni veto debba cadere, ma sa anche che la segretaria del Pd per ora non vuole forzare la mano su Conte. Del resto, la stessa segretaria deve guardarsi alle spalle. Dagli amici, più che dai nemici. Perché è lì che cresce quell’establishment che, come lei stessa ha lucidamente osservato, non la vuole. Bastava ascoltare, l’altra sera, Goffredo Bettini, personalità ancora molto influente in alcuni settori del Pd e cerniera con il leader del M5S, alla presentazione del libro di Conte a Napoli. Il candidato premier?

Si sceglierà «il migliore per vincere», più avanti, senza fretta. «L’importante», ha aggiunto, «è che si faccia, come ha detto Conte, in amicizia». Ma il sospetto che a donarsi, con un atto di generosa amicizia, debba essere la più giovane, oltre che donna, è venuto a tanti. Bettini ha poi riservato un altro passaggio al vetriolo al centro, di cui da tempo è diventato uno sponsor esterno: la fotografia dei 4, ha detto, «non basta, bisogna allargare». Ha poi aggiunto che «nel campo che attualmente non vota i partiti tradizionali ci sono energie del tutto nuove (Ruffini, Onorato). Spero che questa area possa unirsi, ma ciò si realizza se si ha misura e si superano personalismi. Se non si vuole fare tutto da soli, come invece dice Casa Riformista». Stoccata a Renzi.

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QUANTE SPINE

Ma a seminare di spine la strada di Schlein non sono solo i “grandi vecchi” alla Bettini. Anche le correnti del Pd, con l’avvicinarsi delle elezioni politiche, marcano il terreno. Ieri a Bari è tornato a riunirsi il “Correntone” dem nato a Montepulciano e che riunisce l’area di Dario Franceschini (in rappresentanza c’erano Braga e Di Biase), la sinistra (Orlando, Sarracino, Provenzano), gli ex Articolo 1 (Speranza). Nessun attacco diretto a Schlein. Ma un messaggio chiaro: il Pd non è solo la cerchia della segreteria, noi ci siamo e vogliamo essere ascoltati. Anche perché, se ci saranno le primarie (sempre che non prevalga il metodo dell’ “amicizia”), Schlein avrà bisogno che tutto il Pd sia mobilitato.
 

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