"No velo, no bavaglio". Questo l'appello delle eurodeputate leghiste. Silvia Sardone, Anna Maria Cisint e Susanna Ceccardi, durante un punto stampa a margine dei lavori della plenaria di Strasburgo, hanno riferito di aver indirizzato proprio a Sergio Mattarella una lettera.
L'obiettivo delle esponenti della Lega? Sottoporre al presidente della Repubblica le loro "gravi preoccupazioni" relative all'esposto recentemente presentato da esponenti della comunità islamica nei confronti di Sardone per un video da lei pubblicato sull'uso del velo integrale".
"Gli islamisti hanno annunciato una pioggia di denunce nei nostri confronti, con l'unico obiettivo di zittire le nostre battaglie che da sempre portiamo avanti, che sono battaglie di libertà", tuona la stessa Sardone, parlando di una tendenza "portata avanti in diverse parti dell'Europa, un modus operandi che si ripete, soprattutto da associazioni vicine a organizzazioni come i Fratelli Musulmani". Tutte e tre le parlamentari Ue hanno già ricevuto ripetute minacce di morte e sono sotto scorta, aggiunge, ma non hanno "alcuna intenzione" di impaurirsi o tacere: "Siamo delle donne libere che credono nelle battaglie di libertà e che continueranno a portarle avanti".
"Noi siamo libere e non riusciranno a zittirci, anche se ci stanno provando. Del resto sappiamo molto bene, lo dicono i report e le intelligence, che l'obiettivo dell'islam politico è quello della sovversione della democrazia e cominciano da qua", rincara la dose Cisint. "Noi oggi siamo qui per dire che non facciamo neanche mezzo passo indietro, anzi, abbiamo presentato due interrogazioni", una per chiedere che la Fratellanza Musulmana venga dichiarata organizzazione terroristica, l'altra per chiedere che anche l'Unione delle comunità islamiche d'Italia "e tutte le organizzazioni che ruotano in quell'ambito" siano designate organizzazioni che devono rimanere esterne al sistema istituzionale.