Dopo la manifestazione di Napoli, il cosiddetto campo largo deve fare i conti con un nuovo fronte di scontro interno, questa volta sulle parole di Giuseppe Conte sulla guerra in Ucraina e sulla Russia. Una frattura che rischia di complicare il cammino comune proprio mentre Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra lavorano alla costruzione del programma in vista delle prossime elezioni. Insomma, la prova generale dell'unità del centrosinistra è ancora una volta fallace. Si è trasformata nell'ennesimo banco di prova delle profonde differenze che attraversano la coalizione.
A scatenare il caso sono state le dichiarazioni del leader pentastellato dal palco di Napoli: “Stanno costruendo una minaccia russa per convincerci ad armarci fino ai denti”. Parole che hanno provocato l'immediata reazione dell'area riformista del Partito democratico e dei centristi. L'eurodeputato dem Giorgio Gori è stato tra i primi a prendere le distanze: “Mi domando come si concili questa posizione con le parole di Giuseppe Conte”. Ancora più duro il senatore Filippo Sensi: “Hai voglia ad andare a Napoli se poi a Strasburgo i Cinque Stelle sull'Ucraina votano contro assieme alla Lega e Vannacci. Risparmiatevi le foto, c'è ancora molto da fare”.
Sulla stessa linea Carlo Calenda, che ha chiamato direttamente in causa la segretaria dem Elly Schlein, accusandola di non reagire alle affermazioni dell'ex premier. Le tensioni non si fermano alle dichiarazioni. Sul tavolo c'è anche il voto espresso al Parlamento europeo, dove il Movimento 5 Stelle ha bocciato una risoluzione sul percorso di adesione dell'Ucraina all'Unione europea, mentre il Pd ha votato a favore insieme alla maggioranza europeista. Una distanza politica che rende ancora più difficile trovare una sintesi sui temi della politica estera e della difesa.
In questo clima, anche il percorso organizzativo della coalizione procede con cautela. Dopo l'esordio complicato di Napoli, il successivo appuntamento previsto a Padova è stato rinviato per consentire ai leader di ricucire gli strappi e proseguire il confronto sul programma. L'obiettivo resta quello di presentarsi uniti contro il centrodestra, ma la strada appare decisamente più accidentata del previsto.