Chi si rivede a Montecitorio... Ormai lontano dalla politica italiana, ma comunque impegnato in veste di Rappresentante speciale dell'Unione europea per il Golfo Persico, Luigi Di Maio è tornato alla Camera dei deputati. "Voi siete tutti qui per farmi domande sullo Stretto di Hormuz, vero?", ha ironizzato stando a quanto riportato dal Corriere della Sera e in chiaro riferimento andato in scena proprio quel giorno: l'ennesimo botta e risposta tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte.
Tornando all'ex ministro Cinque Stelle, Di Maio si trovava nell'aula della III commissione Affari esteri in occasione della sua audizione. Il suo ritorno è stato un successo: "Di Maio è un vecchio amico", ha commentato Giulio Tremonti, presidente della commissione Affari esteri. In tanti infatti sono andati a salutarlo: "Lui era il mio ministro ai tempi del governo Draghi", ha ricordato l’ex sottosegretario Benedetto Della Vedova (Misto-+Europa). "Ho capito più cose oggi con un’audizione sua che con 18 di Tajani", ha invece ironizzato il dem Enzo Amendola.
Convenevoli a parte, non è passata inosservata l'assenza dei 5 Stelle. Nessuno dei membri della commissione Esteri è venuto ad ascoltarlo: né il leader pentastellato Conte né Francesco Silvestri né tanto meno Riccardo Ricciardi. Lo stesso che nel giugno 2022, dopo le critiche di Di Maio alla mozione M5S per lo stop all’invio di armi a Kiev, ne propose l'espulsione. In ogni caso, ad audizione finita, Di Maio si è soffermato sulla situazione iraniana: "Per lo Stretto di Hormuz bisogna continuare a lavorare per la diplomazia, ma anche a rotte alternative per energia, merci e dati perché non possiamo dipendere da un unico Stretto che poi viene utilizzato contro di noi".