Intervistato dal Messaggero, l’ex-ministro della Giustizia e attuale sindaco di Benevento, Clemente Mastella, lancia strali ombrosi sulla sinistra in vista delle prossime elezioni, soprattutto per via delle schermaglie continue tra Pd e M5s: “Il centrosinistra sì è illuso che i guastatori fossero soltanto a destra e di fatto da mesi sta tifando Vannacci. Io invece ho sempre detto che sarebbero venuti fuori anche a sinistra i guastatori. E bisogna aspettare il giudizio del tribunale a proposito del marchio M5s. Se il simbolo verrà riconsegnato a Grillo, Beppe ritorna, fa un suo partito del 4 per cento con Di Battista e con la Appendino e questo partito toglie voti all'alleanza tra Schlein e Conte, inguaiandola".
Mastella, poi, continua nella sua analisi non troppo ottimistica sulla coalizione d’opposizione: “In quel campo politico elettorale, vedo diverse difficoltà. La sinistra è destinata a perdere, se appare con la foto sbiadita di Napoli; se insiste con i veti verso il centro di Renzi e verso il centro di altri, compreso il mio. Le dico solo che a Benevento il Pd locale ha votato apertamente con la destra contro di me; se elabora un programma contraddittorio a cominciare dalla politica estera. Nella quale consiglio loro di seguire la via lattea del presidente Mattarella, così come devono smettere, sulla sicurezza, di fare l'occhiolino ai ragazzotti borghesucci che assaltano la polizia”.
Poi, offre una ricetta a Pd e M5s: “Consiglio al cosiddetto campo largo di evitare dispute tra Schlein e Conte. Va data una mano a Conte, sennò si rischia - e per il Pd sarebbe sconfitta assicurata - che lui scelga una via autonoma rispetto alla coalizione di centrosinistra, perché una corsa in solitaria può essere da punto di vista dei consensi più produttiva per M5s rispetto all'unità con i dem. Il partito di Grillo e del nostalgismo grillino rappresenta insomma, a mio modo di vedere, una minaccia a cui porre argine da subito. Il Pd non può non cogliere la pericolosità di questa possibile novità e fare di tutto perché Conte non si indebolisca. Se il partito di Conte va in difficoltà, questa difficoltà si espande sull'intera coalizione e non la porta al governo”.
Anche su Futuro Nazionale, Mastella non è così ottimista: “Vannacci non avrà l'impennata che hanno avuto, nelle diverse fasi storiche, la Lega, M5s e Meloni. Si sottovaluta sempre la differenza tra l'Italia e la Francia e tra l'Italia e la Germania. In Francia, c'é Marine Le Pen. In Germania c'è AfD. Si tratta di due Paesi dove non esiste concorrenza a destra. Da noi, viceversa, questa concorrenza c'è eccome: abbiamo una matrioska di destra dove la Lega ha il suo consenso, nonostante la crisi politica che il partito Salvini sta attraversando, e dove Fratelli d'Italia avrà magari una piccola caduta, ma resterà in piedi grazie alla forza di consenso che Meloni ancora conserva”.