Ha scelto le 17, Elena Ethel detta Elly, per illustrare il suo “Piano Caldo”, qualsiasi cosa sia. Renderà edotti i cronisti al giardino Galafati, in via del Pigneto, a Roma. Oggi, alle 17, a Roma sono previsti 38 gradi, e quelli percepiti saranno di più.
Colpa delle destre, si capisce. Gli astanti, per sopravvivere, dovranno sperare che il dem Sandro Ruotolo plani da Bruxelles e rotei i baffoni, folti e canuti, come le pale di un ventilatore. L’eurodeputato muoverebbe aria calda, certo, ma sarebbe comunque aria antifascista.
CHE STRATEGA
La climatologa di Lugano avrebbe potuto convocare la stampa al mattino con una temperatura più umana, però la percezione delle colpe del governo sarebbe diminuita. E poi, avesse voluto allargare all’ultimo minuto la conferenza agli alleati – non lo escludiamo ancora – la levataccia avrebbe potuto indispettirli. Elisabetta Piccolotti in Fratoianni, ad esempio, ne ha dette quattro alla maggioranza quando l’ha costretta a svegliarsi alle 6 per arrivare preparata in parlamento alle 8, però va evidenziato che è arrivata preparatissima.
La stessa Piccolotti – il tema le sta a cuore, ecco perché potrebbe presentarsi – di recente ha girato un video in cui ha detto che la Meloni se n’è fregata del cambiamento climatico e non ha fatto nulla per le rinnovabili. Il filmato comincia con l’inquadratura che va rapida sul volto di Lady Tesla e lei che rivela: «Anche chiudendo gli occhi il caldo si sente lo stesso, lo sapete tutti». Noi invero no. Ma sapevamo, questo sì, che tappandoci le orecchie passa il mal di denti. Ah: non dite all’onorevole ex comunista, entrata in parlamento a 423 euro al mese diventati 100mila all’anno – col marito pure lui ex comunista da quando siedono alla Camera hanno meritato un milion e emezzo – non avvertitela, dicevamo, che questo governo avrà pure delle colpe ma da quando si è insediato l’energia rinnovabile è aumentata del 38%, dato certificato persino dai cerberi green dell’Ue.
Torniamo a Elly il cui ritrovo coi malcapitati è fissato al “rifugio climatico all’aperto”, come l’ha ribattezzato il sindaco Gualtieri – a sua volta dem – un fazzoletto verde spelacchiato inaugurato tre anni fa e che dopo sei mesi era già una pena: panchine rotte, pochi cestini e sempre pieni – queste le lamentele dei residenti – giochi per bambini danneggiati, «pavimentazioni che richiedono interventi in quanto diventano sterrati polverosi o zone acquitrinose a seconda delle condizioni meteorologiche».
La segretaria s’è presa per tempo: il “Piano Caldo” illustrato il 31 luglio. Per i canti di Natale, da cui chiaramente verranno espunti Gesù Bambino, Giuseppe, Maria, financo i pastori sostituiti dai muezzin – l’appuntamento è per il 12 febbraio. In ogni caso chi l’avrebbe detto che il 31 luglio avrebbe fatto caldo? Pausa teatrale. Una nostra fonte progressista, forse vittima della canicola, ci ha riferito che Elly per accentuare le responsabilità della premier si presenterà vestita da tuareg, ma tenendo, al solito elegantissima, gli occhiali tra i capelli. Ruotolo, invece, come Lawrence d’Arabia solo più affascinante
di Peter O’Toole. La segretaria del deserto, per rispondere al «clima-freghismo» della Meloni, lancerà l’operazione “ghiacciolo nel Sahara”, armata di Liquidator.
Per dimostrare che fa caldo – qui la fonte si fa più attendibile – cuocerà delle uova sullo scivolo del parchetto e ne farà una frittata. L’acqua per la pastasciutta antifascista bollirà da sola. Sempre la nostra fonte, già sul posto, ci riferisce che sono passati due cammelli in camicia nera. No, un attimo. «Forse erano dromedari».