Carlo Calenda e Pina Picierno. La strana coppia, due dei tanti fuoriusciti dal Pd, starebbe costruendo una lista riformista. Un progetto in vista delle prossime elezioni e che, senz'altro, è destinato a stravolgere il piano del campo largo. Il modello da copiare, stando a quanto fatto trapelare dal retroscena del Corriere della Sera, è replicare lo schema Bonelli-Fratoianni e di presentare il connubio tra Azione e Spazio Pubblico come una sorta Avs di centro.
"Vogliamo rompere questo bipolarismo fallito, aprirsi a tutti quelli che hanno a cuore le istanze europeiste, liberal riformiste, riformiste e socialiste", continua a dire la vicepresidente del Parlamento europeo. Da qui l'idea di portare in giro per feste, iniziative ed eventi (sarà anche al Meeting di Rimini). Con loro anche il piccolo partito di Luigi Marattin. Insomma, una vera e propria sfida a quello che Picierno ha definito "campo Lavrov". Non a caso non è passata inosservata la decisione del segretario provinciale del Pd Bologna, Enrico Di Stasi, di escludere Calenda dalla Festa Provinciale de l’Unità.
Ma non è tutto, perché nel frattempo si muove anche Alessandro di Battista, sostenuto da Beppe Grillo da tempo in guerra con Giuseppe Conte e il suo Movimento. Ma quanto può davvero valere il Movimento delle origini? Secondo Il Riformista che cita Rado Fonda di SWG "potenzialmente può aggirarsi anche attorno al 5%". Resta però incerto quanto Di Battista possa davvero attrarne. "Deve scattare una scintilla, come è successo con Vannacci, altrimenti potrebbe anche essere un flop".