CATEGORIE

Bonelli faccia di bronzo: incolpa Meloni per gli incendi

di Fabio Dragoni giovedì 20 agosto 2026

3' di lettura

Gran prova dell’Italia agli europei d’atletica. Prima nel medagliere. Solo sei i terzi posti però. Nessun problema se mancano le medaglie di bronzo, ci pensa un po’ della nostra politica. Facce di bronzo quante ne volete. Prendete i boschi che vanno a fuoco. Ogni estate divampano gli incendi. Da sempre. Puntuale come un orologio svizzero arriva Angelo Bonelli a spiegarci che la colpa è di Giorgia Meloni la “climafreghista” che odia la natura e dichiara guerra all’ambiente. Trump cancella la Roadless Rule? Meloni è sulla stessa lunghezza d’onda. Gli incendi? Colpa dei boschi “incolti” secondo la destra, ma in realtà colpa di chi non finanzia il piano di adattamento. Eppure viene da chiedersi: ma con quale coraggio?

TEORIA E PRATICA
Premesso che sì, la natura deve essere amministrata dall’uomo per il suo bene, il punto è che i politici vanno misurati all’atto pratico quando amministrano davvero il territorio. Nella Roma, governata dal centrosinistra, tra novembre 2021 e dicembre 2025 sono stati abbattuti (sottolineo abbattuti) quasi 30.000 alberi; 29.842 secondo i dati ufficiali del bilancio arboreo comunale. Il Campidoglio rivendica di averne piantati più del doppio. Peccato che molti di quei nuovi esemplari siano alberelli minuti, spesso già secchi dopo pochi mesi, soprattutto con queste temperature.

Mentre quelli adulti ad alto fusto – quelli che facevano ombra vera, che catturavano CO2 e temperavano le isole di calore – sono spariti. Piazza Risorgimento e altre piazze “rinnovate” sono diventate lastre di pietra e cemento dove i romani brasano al sole cocente d’estate. Mario Tozzi (ci tocca citarlo, pensate un po’ voi) le ha chiamate «deserti di pietra». Alberi sostituiti talvolta da gazebo di metallo da ricoprire con rampicanti e sistemi di irrigazione che si guasteranno in un soffio.

E intanto il patrimonio arboreo adulto è stato smantellato. Sono gli amici di Bonelli alla prova dei fatti. Non era meglio lasciare gli alberi che c’erano?
Evidentemente no. Come fai se no a spendere soldi pubblici per rifare tutto? Per far lavorare amici e amici degli amici? E poi vantarsi del “verde”. Quale verde? Quello della vernice? Ma c’è di più. Gestire il territorio contro siccità e incendi non significa piantare alberelli e fare insulsi comunicati stampa.
Contro gli incendi e la siccità serve l’acqua. Servono opere di ingegneria idraulica: dighe, invasi, accumuli d’acqua. Necessarie per irrigare, attenuare le piene, avere riserve quando non piove. Eppure, ogni volta che qualcuno prova a progettarle e realizzarle, ecco spuntare i bonellini assortiti a dire di no.
Che non si può fare.

Campo largo, è guerra degli applausi alle Feste dem

Aspettando che settembre sciolga i nodi ormai non più rinviabili - a cominciare da primarie sì o no - i le...

L’OPPOSIZIONE
Prendete la diga del Vanoi, tra Veneto e Trentino. Un invaso tra i 20 e i 33 milioni di metri cubi, con costi stimati in centinaia di milioni (in alcune versioni si arrivava vicino al miliardo). Chi si oppone accanto a svariate comunità locali? Italia Nostra, cioè gli amici di Bonelli. E giù a sbrodolare di fauna, geologia e paesaggio. Risultato? Anni di stallo mentre la crisi idrica avanza. Oppure prendete la diga di Vetto in Emilia Romagna. Stima di costo oltre i 500 milioni di euro. Dovrebbe rispondere alle esigenze irrigue, di sicurezza e di accumulo in un territorio soggetto a siccità. Chi vi si oppone fra gli altri? Legambiente, sempre amici di Bonelli. Intanto l’acqua manca. Oppure la diga di Campolattaro, in Campania.

L’invaso esiste da decenni, ma i collegamenti per uso potabile, irriguo e idroelettrico sono rimasti incompiuti per oltre trent’anni. Chi vi si oppone? Anche il Wwf oltre alla solita Italia Nostra. Sempre gli amici di Bonelli. Insomma niente invasi ma solo invasati. Che tagliano gli alberi per sostituirli con gabbie di metallo. Spendono soldi pubblici per scempi e scempiaggini. Poi quando divampano gli incendi eccoli a tromboneggiare a dito armato contro il governo. Una volta si diceva che gli ambientalisti sono come i cocomeri: verdi fuori e rossi dentro. Oggi sono cocomeri ma senza buccia. Rossi fuori e basta. E col sapore del cetriolo. Quello che toccherebbe sorbirsi una volta che fossero al governo.

Fratoianni, "e che sia chiaro": il delirio meteo contro Giorgia Meloni

Angelo Bonelli, il visionario, traccia la via. E il suo sodale Nicola Fratoianni, il pragmatico, la percorre di corsa en...

tag
angelo bonelli
giorgia meloni
incendi
avs

Emergenza Incendi in Abruzzo, ancora fiamme sul Monte Morrone

Fango e odio Imbrattati i manifesti della Meloni: "M..., non ti vogliamo". Fdi: "Barbari"

La premier "Meloni Leader di livello mondiale": Fertitta spappola i fegati della sinistra

Ti potrebbero interessare

Incendi in Abruzzo, ancora fiamme sul Monte Morrone

Imbrattati i manifesti della Meloni: "M..., non ti vogliamo". Fdi: "Barbari"

"Meloni Leader di livello mondiale": Fertitta spappola i fegati della sinistra

Sondaggio Ipsos-Doxa, in caso di ballottaggio alle elezioni Meloni vince su Schlein

Dublinanti, Kelany contro Schlein: "Non sa o mente". FdI smaschera il gioco sporco del Pd

"La sinistra sta cercando di creare confusione sui cosiddetti 'dublinanti', mescolando la sospensione di Sc...

Roberto Vannacci, il post contro Laura Boldrini: "Cavallo di tro***"

Roberto Vannacci è tornato alla carica a suon di intelligenza artificiale. Il leader di futuro Nazionale ha posta...
Redazione

Sondaggio Piepoli, il leader del campo largo? Schlein stracciata da Conte e non solo: chi la supera

Un sondaggio dell’Istituto Piepoli ha analizzato la fiducia sulla futura leadership del campo largo. Secondo la ri...
Redazione

San Paolo camerata

«San Paolo non è un camerata». Undici sacerdoti della Fondazione Interesse Uomo, che opera tra Basili...
Lucia Esposito