La cultura woke può costituire l'ossatura ideologica di una forza progressista? "Ne dubito". Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, prende carta e penna e scrive di suo pugno un intervento su Repubblica che fissa un nuovo punto di rottura, ideologico, filosofico, mediatico e politico, con Elly Schlein. La leader del Partito democratico negli anni passati è stata una delle "vestali" della cultura woke in Italia e oggi deve reggere il colpo.
"La cultura woke è diventata una sorta di religione morale autoreferenziale e per una forza progressista sarebbe un grave errore di strategia politica confidare su di essa per costruire un'efficace azione politica - sottolinea Conte su Repubblica -. Una forza progressista deve necessariamente intervenire sulle radici materiali delle diseguaglianze", spiega.
"Una forza progressista deve offrire risposte specifiche alle diffuse inquietudini di sottopagati, operai, piccoli imprenditori, classi medie che vivono un orizzonte di vita senza più certezze. Deve misurarsi con la finanziarizzazione dell'economia che ha trasformato il capitale in un meccanismo speculativo che estrae rendite, contribuendo a erodere salari e a marginalizzare gli investimenti produttivi. Deve affrontare il tema dell'economia reale, che crea valore aggiunto per la comunità, ma affoga in una asfissiante burocrazia, sopraffatta da costi energetici e tassazioni sempre più elevati. Deve interrogarsi sul predominio delle Big Tech che sta producendo un 'capitalismo della sorveglianza', con piattaforme digitali che monetizzano - senza corrispettivo - le nostre esistenze, mettendo a rischio la salute mentale soprattutto dei nostri figli", sottolinea ancora l'ex premier.
Secondo Conte "abbiamo l'urgente necessità di affrontare le diseguaglianze economiche e sociali, misurandoci con soluzioni concrete riguardanti: le politiche salariali, i piani industriali, l'equità fiscale e le imposte adeguate su rendite finanziarie, il sostegno all'economia reale, il diritto all'abitazione, l'accesso ai servizi pubblici e a infrastrutture adeguate, le prestazioni sanitarie e l'istruzione di qualità. Dobbiamo recuperare risorse importanti dalla revisione delle spese militari, investendo massicciamente sul capitale umano, riformulando un modello di sicurezza sociale adeguato alle travolgenti trasformazioni tecnologiche e sociali", aggiunge.
"La destra in Italia ha fallito. Ha deluso i cittadini offrendo soluzioni ispirate a pulsioni autoritarie, senza tuttavia garantire ordine e sicurezza. Ha prospettato una società aperta al merito, mentre consolidava i privilegi della propria classe politica. Tocca a noi offrire una vera alternativa, convincendo i ceti popolari, le forze sindacali, tutti i settori produttivi e i vari movimenti e comunità locali che si possono tenere insieme riconoscimento e redistribuzione, libertà individuali e sicurezza sociale, non perdendo mai di vista la lotta primaria contro le oppressioni materiali. Tocca a noi tornare a far crescere l'Italia, contrastando la gerarchia di una società di diseguali", conclude. Più che un intervento "di pensiero", quella di Conte sembra un'entrata a gamba tesa sulle primarie del campo largo. Sempre ammesso che ci saranno.