Il pluralismo non è di casa al Nazareno. La Festa dell'Unità organizzata a Reggio Emilia non prevede infatti alcun ospite di destra o fuori dal centro di gravità del campo largo. Una scelta che fa discutere, soprattutto se si considerano le edizioni passate che vedevano invece l'intervento di personaggi del calibro di Umberto Bossi, Gianfranco Fini, Guido Crosetto e Giovanni Toti. Contrordine compagni: vietato includere anche gli avversari. "Per quello c’è il Parlamento”, ha detto ieri il segretario organizzativo del Pd, Igor Taruffi. Ma in Parlamento non c’è traccia di questa volontà di dialogo.
Discorso diverso per Atreju, la festa di Fratelli d'Italia. La kermesse organizzata dal partito di Giorgia Meloni ha invatato una lunga lista di personaggi ascrivibili al campo avverso al centrodestra. Massimo D’Alema, Fausto Bertinotti, Walter Veltroni, Romano Prodi, Enrico Letta, Graziano Delrio e Matteo Renzi, solo per fare qualche nome di ospiti della annuale festa della destra. Ma anche, nel 2025, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Carlo Calenda e Riccardo Magi. Elly Schlein, invece, aveva declinato l'invito. Ad Atreju, infatti, l'ospite di sinistra è sacro. Alla kermesse del Pd saranno presenti solo personaggi "in quota dem", come Elly Schlein, Stefano Bonaccini, Michele De Pascale, Matteo Lepore, Gianni Cuperlo, Dacia Maraini, Silvio Garattini, vip, attori, chef e comparsate varie.
Nulla di cui stupirsi. Il Pd, invece, la pensa diversamente. Come rivendicato dal segretario organizzativo Igor Taruffi nel corso della conferenza stampa di presentazione "ciò che ci interessa è rendere chiare le proposte programmatiche del Centrosinistra per le Politiche, confrontandoci con le forze sociali ed economiche. Per dibattere con gli avversari c’è il Parlamento”.