Nell'Emilia Romagna rossa scoppia un altro caso piuttosto imbarazzante, su cui Fratelli d'Italia vuole vederci chiaro: quello di "Bella ciao". Non la canzone simbolo della lotta partigiana, ma un festival di Modena giudicato "a senso unico" e per di più sovvenzionato da finanziamenti pubblici.
"La Regione spieghi il motivo per cui sono stati stanziati 880.000 euro di finanziamenti pubblici al Dig Festival", evento di giornalismo d'inchiesta di scena da anni a Modena e per l'edizione di quest'anno, la 12esima, targata "Bella Ciao" e in programma dal 23 al 27 settembre. La richiesta in Regione, dopo quella analoga di questi giorni di Forza Italia, arriva con un'interrogazione presentata da FdI a prima firma della capogruppo Marta Evangelisti, sottoscritta dai consiglieri Ferdinando Pulitanò e Annalisa Arletti.
"Da notizie di stampa - rimarcano Evangelisti e i colleghi - si apprende che la kermesse modenese dedicata al giornalismo investigativo internazionale beneficia in maniera strutturale di ingenti risorse erogate da enti pubblici". In particolare, per il ciclo programmatico che si estende fino al 2026, si rileva "lo stanziamento di fondi complessivi pari a 880.000 euro concessi dalla Regione Emilia-Romagna (anche tramite la Film Commission regionale) e dal Comune di Modena: nello specifico, per il solo anno 2026 si registrerebbe un impegno di spesa regionale pari a ben 150.000 euro".
I fondi regionali, sottolineano i tre consiglieri FdI, dovrebbero promuovere manifestazioni culturali e informative che garantiscano il massimo pluralismo, l'obiettività e il rispetto dei valori democratici e istituzionali, evitando la propaganda ideologica unilaterale. Nell'ambito delle ultime edizioni e della programmazione corrente del 'Dig Festival', ricorda tra l'altro FdI, "spicca ripetutamente la presenza della dottoressa Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati: la figura di Albanese e le sue ricorrenti dichiarazioni pubbliche sul conflitto in Medio Oriente sono state oggetto di fortissime polemiche e prese di distanza a livello internazionale e diplomatico".
"La scelta degli organizzatori del festival, poi, di intitolare manifestamente l'edizione sotto il claim partigiano di Bella Ciao e di promuovere approfondimenti a senso unico denota una forte e non condivisibile connotazione ideologica", prosegue la nota di FdI. "E' preciso dovere di questa amministrazione - chiedono allora Evangelisti, Pulitanò e Arletti - verificare l'efficacia, l'opportunità e la corretta destinazione del denaro dei contribuenti emiliano-romagnoli, specialmente quando indirizzato verso rassegne che assumono un chiaro orientamento politico polarizzato".
Per i meloniani, infatti, "l'erogazione di cifre così consistenti in un momento di stringenti vincoli di bilancio pubblico per i servizi essenziali del territorio deve rispondere a criteri di assoluta trasparenza e utilità sociale e culturale globale, non all'alimentazione di circuiti ideologici di parte".