Ginevra Bompiani-show a Dritto e Rovescio, programma d’approfondimento condotto da Mario Giordano ogni giovedì in prima serata su Rete 4. La scrittrice è ospite in collegamento e contesta a Giuseppe Cruciani una politica della paura che si tramuta in decreti sicurezza e misure restrittive: “Cinque decreti sicurezza, quanti ce ne vogliono per una dittatura? Se io mi siedo per terra vado in prigione”.
Cruciani replica: “Ma non sono i decreti di una dittatura, sono decreti sicurezza per la sicurezza dell'Italia. Sono per la sicurezza degli italiani”. La Bompiani, allora, se ne esce così: “La sicurezza è una balla, è un fantasma che gira per l'Europa. Non esiste la sicurezza. La sicurezza è un fantasma. Se se ne vuole aggiungere un po', ci vuole manutenzione e non punizioni, armi. E per di più c'è un'altra cosa molto importante. C'è un'altra cosa importantissima che producono questi nuovi partiti di estrema destra. Votati dalla gente, votati dalle persone. Ed è la guerra, la guerra”.
"La sicurezza è una balla, non esiste"
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Il conduttore de La Zanzara però, non ci sta e controbatte: “In Italia non solo non c’è una dittatura, ma ci sono state credo seimila manifestazioni sia nel 2025 che nel 2026, soprattutto di gruppi di estrema sinistra, spesso violente, come abbiamo visto a Bologna. La polizia non usa violenza, anzi troppo poca, perché sono frenati dalle direttive di non alzare le mani contro nessuno. Parli con i poliziotti. La direttiva è di non picchiare troppo, perché sennò succede un casino, questo succede in Italia”.
La scrittrice de Le specie del sonno, poi, aggiunge: “Noi abbiamo da quattro anni un governo di estrema destra e non di centrodestra come dicono tutti, non si sa perché anche i giornalisti della tv e dei giornali. Un governo di estrema destra in cui, 20 minuti dopo il suono della campanellina, gli studenti venivano picchiati dai poliziotti. Due giorni dopo c'era un rave, un raduno pacifico di ragazzi e ragazze che è stato trattato come se fosse proprio un atto terroristico terribile e si è fatta una legge contro i raduni, perché non ce ne fossero più. Contemporaneamente, in quello stesso giorno, c'era invece un raduno fascista che non è stato disturbato. Non c'è tanta differenza, questo sto dicendo”.
"La Polizia non usa violenza ma, anzi, troppo poca perché frenati dalle direttive di non alzare le mani nei confronti di nessuno"
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