Dalla maggioranza è percepito come un problema ma lui si vive come una risorsa. Lui è Roberto Vannacci, naturalmente. Ieri la supermedia dei sondaggi di Youtrend ha certificato l’aggancio di Futuro Nazionale a Forza Italia, al 7,6% (+0,5% il generale, -0,4% gli azzurri). L’estrema destra in poco più di sei mesi è diventata quarto partito. Le sue truppe sono certe di diventare il terzo: questione di tempo e sono convinti di raggiungere e superare anche il Movimento 5 Stelle, attualmente al 12,1%, in calo dello 0,9.
Un generale fa la guerra per avere la pace, specie se nei video che realizza con l’intelligenza artificiale ama travestirsi da antico romano. Un generale di solito, la guerra la sa anche fare piuttosto bene. Così ieri su Instagram spopolava l’ultima trovata: Roberto in versione Popeye ma quei bicipiti non ce li aveva neppure quando comandava gli incursori -, che a braccio di ferro stronca tutti i leader rivali. Matteo Salvini, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Antonio Tajani, Carlo Calenda, Matteo Renzi: a uno a uno venivano giù tutti.
Con l’eccezione di Elly Schlein e Giorgia Meloni. Gesto cavalleresco da militare d’antico stampo? Non solo. Con la leader del Pd è tregua armata: lei non lo attacca, ben sapendo che più che i dem, è proprio Vannacci che può far perdere il centrodestra e portare lei a Palazzo Chigi, e lui ricambia, ben sapendo che la sua corsa non è sul Pd.
QUIRINALE
Quanto a Meloni, il leader di Fn la corteggia; anche se a modo suo. La lusinga è di spendere i suoi voti per mandarla al Quirinale, nel 2029; lo ha fatto intendere chiaramente. La trappola è che Vannacci spera che lei gli apra le braccia per pugnalarla, come ha fatto con Salvini. Un pretesto, anche buono, si trova sempre. Gli amici, gli alleati e i politici affidabili si giudicano anche dalla capacità di tenuta quando non sono d’accordo su tutto. Dura per il militare smontare la sensazione che dà alla maggioranza di puntare a crescerle dentro come una serpe in seno. Hai voglia a prendere voti tra gli astensionisti e i grillini: il generale per fare davvero il botto ha bisogno di sottrarre consensi a Fdi, oltre che alla Lega.
La presidente del Consiglio ha mangiato la foglia e tiene chiusa la porta. Primo, non ha in testa il Quirinale ma la prossima campagna elettorale, per essere confermata a Palazzo Chigi. Secondo, è piuttosto persuasa che, un domani e se mai, Vannacci si rivelerebbe, suo malgrado, un ostacolo e non un aiuto sulla via del Colle. E comunque non si cambia natura politica secondo le contingenze, tantomeno si inverte un percorso portato avanti con coerenza per dieci anni.
Questo non significa però che il generale demorda. Siamo alla guerra di logoramento. «Il voto utile è a Futuro Nazionale, senza di noi il centrodestra non vince le elezioni. Io tengo le porte aperte ma la maggioranza erige muri. Non ho contatti con Meloni né con gli altri leader del centrodestra, nessuno vuole neppure parlare con me per discutere di possibili convergenze». Questo il Vannacci di giornata, intervistato da Radio Campus. La strategia è chiara, financo confessata: «Poi se vince il centrosinistra, non date la colpa a me...». L’elettore medio si contenta e si convince di un linguaggio basico e semplice, ma due più due in politica non fa sempre quattro.
MAGGIORANZA
Quando attacca Forza Italia e Lega, il generale indirettamente sgambetta anche Meloni, perché mina parte delle fondamenta della sua maggioranza. E per farlo non si rammarica di dare qualche falsa rappresentazione della realtà, come fanno i politici consumati. «Lega, Forza Italia e Noi Moderati hanno paura delle preferenze», insiste Vannacci per dare l’impressione che è d’accordo con Fdi. Ma le preferenze previste dalla nuova legge elettorale, se mai ci sarà, con i capilista bloccati, non interesserebbero i partiti succitati, troppo piccoli. A proposito, radio Parlamento fa rimbalzare che alcuni parlamentari del centrodestra, non di Fdi, avrebbero sondato i vannaciani: potremmo fare l’intesa elettorale se rinunciate ai vostri uomini nel listino bloccato del premio di maggioranza. Proposte irrealistiche. Si naviga a vista, con le truppe del generale che si sentono sottorappresentate mediaticamente. Sarà per questo che le sparano sempre più grosse, per farsi notare?
Al momento le bordate del programma di Futuro Nazionale mandano in sollucchero l’opposizione e rendono necessario, oltre che agevole, tenere la porta chiusa alla maggioranza. La sporca dozzina, come l’ha battezzata il suo capo, vuole entrare nei salotti televisivi e da questo termometro, nelle prossime settimane, capirà se ci sarà mai una possibilità di dialogo.