Adesso è ufficiale: sarà Silvia Salis il nome con il quale Matteo Renzi proverà a sedersi al tavolo del campo largo. Il leader di Italia Viva indossa il vestito dell'umile e annuncia tre passi indietro: non intende correre alle primarie del centrosinistra e non chiederà un posto sicuro in Parlamento. Ma, soprattutto, non chiede una sedia per sé al tavolo di programma del centrosinistra: meglio un sindaco, come la Salis, appunto. O in subordine, da Genova a Napoli: Gaetano Manfredi.
Mosse che serviranno a rendere più facile la costruzione di un'alleanza di centrosinistra. O meglio, a rendere l'ingresso di IV più digeribile agli alleati del campo largo che ne farebbero volentieri a meno: M5s e Avs. Il triplo annuncio è arrivato alla festa nazionale dell'Unità di Reggio Emilia, in un confronto con Dario Franceschini, alla prima uscita pubblica dopo l'intervista in cui ha rivelato di avere il Parkinson.
Applausi per Franceschini. Ma anche per Renzi, molti. E reciproche, inedite, manifestazioni di affetto, visto che anni addietro Renzi ebbe modo di definire Franceschini "il vicedisastro" e Franceschini di paragonare Renzi allo scorpione della favola di Esopo. Salamelecchi fin dall'inizio e poi uno scambio di messaggi per provare ad andare a cena insieme subito dopo l'incontro: "Questo applauso è per Dario e sappiamo perché", ha detto Renzi salendo sul palco.
"Questo applauso è per Renzi che torna dopo 10 anni", ha detto Franceschini, riferendosi al fatto che l'ultima volta che Renzi ha partecipato alla festa nazionale dell'Unità è stato nel 2018. Poi la sostanza. "C'è chi dice: non voglio vedere Renzi nella foto con Schlein, Conte e Avs - ha detto Renzi -. Io in quella foto non ci devo essere, non ci voglio essere. Siamo disponibili a farci rappresentare da qualcuno che non sia Renzi: io individuerei un sindaco o una sindaca" come "Salis e Manfredi".
Attenzione, non per rappresentare solo IV, ma tutta la galassia di centro, da Più Uno di Ernesto Maria Ruffini a Primavera di Vincenzo Spadafora. Sul Progetto Civico di Alessandro Onorato Renzi è più freddo: "Ho visto che c'è entrato Ingroia, io a un partito che ha Ingroia dentro auguro in bocca al lupo ma non è casa mia, è il simbolo del giustizialismo". Intanto Franceschini dettava la roadmap: "Per non fare le primarie bisognerebbe che i leader del centrosinistra si trovassero e decidessero: fai tu od oppure fa quello. Il quello non c'è. E lo fai tu è molto difficile. Per noi sarebbe difficile votare un 5s e per i 5s votare la segretaria Pd. La situazione migliore sono le primarie. Se diventano dilanianti ci meritiamo di perdere". E se non c'è tempo di fare prima il programma, "si trovi un accordo su dieci punti".
Franceschini tesse, Renzi lancia ami. "Se la sfida fosse fra Conte e Schlein voterei Schlein, che a lei piaccia o no. Se la corsa fosse più larga, Renzi candidato? Non la vedo questa cosa, non mi pare che abbia un senso la mia candidatura". Meglio Salis.