"Abbiamo ascoltato con un certo stupore le parole pronunciate alla Festa nazionale dell'Unità di Reggio Emilia da Marco Rocco De Luca, consigliere comunale del Partito Democratico a Cesena. Frasi che sembrano arrivare direttamente da un'assemblea politica estremista degli anni Settanta: 'Dobbiamo distruggere questo capitalismo', liberarci dal 'giogo imperialista degli Stati Uniti' e dalle 'sirene del capitalismo, del capitale e del liberismo', afferma De Luca mentre si proclama orgogliosamente 'figlio e nipote della storia del comunismo italiano'. Un comizio surreale, un concentrato di slogan e parole d'ordine che ci si aspetterebbe di ascoltare da un nostalgico militante durante una rimpatriata e non da un consigliere comunale del Pd che, evidentemente, non conosce la storia e la composizione del partito che rappresenta".
A dirlo è il senatore FdI Michele Barcaiuolo, coordinatore del partito in Emilia-Romagna. "Ed è qui - riprende - che la vicenda smette di essere folcloristica e diventa politicamente interessante. Il Partito Democratico si propone come principale forza di una possibile alternativa di governo, ma non riesce neanche lontanamente a trovare una linea comune tra le sue stesse correnti. Nel medesimo partito convivono i riformisti, la tradizione cattolico-democratica e dirigenti della sua organizzazione giovanile che salgono sul palco della Festa dell'Unità per invocare il superamento del capitalismo e rivendicare orgogliosamente l'eredità comunista. Più che una linea politica sembra un congresso permanente: tutti nello stesso partito, ma ciascuno che agisce per conto suo".
"La questione - aggiunge l'esponente meloniano - diventa ancora più grottesca se si guarda contemporaneamente a quanto sta accadendo nel campo largo. Elly Schlein ha proposto al presidente Meloni un confronto con il Governo sull'utilizzo dei 14 miliardi disponibili per la transizione energetica, trovando da parte del presidente del Consiglio piena disponibilità al dialogo. Tuttavia, la reazione degli alleati del cosiddetto campo largo è stata tutt'altro che unitaria, con Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle che, come al solito, si sono opposti fermamente a ogni forma di dialogo con l'Esecutivo".
"Insomma - conclude Barcaiuolo -, il Pd non è in grado di trovare una sintesi al proprio interno e, appena prova a muovere un passo sul terreno del confronto istituzionale, si ritrova in un campo largo nel quale ciascuno procede per conto proprio". "La domanda, allora, sorge spontanea: come può un Partito Democratico in queste condizioni pensare di proporsi seriamente come alternativa di governo? Se è un'impresa stabilire quale sia la linea del partito, non osiamo immaginare cosa potrebbe accadere se diventasse il perno di un campo largo che, in questo momento, più che una coalizione sembra l'Armata Brancaleone".
E voi che pensavate che l’attacco al neo-liberismo della segretaria Schlein - o l’invito alla diserzione della segreteria dei giovani - fosse abbastanza.
— Luigi Marattin (@marattin) September 17, 2026
Sentite un po’ qua invece, va. pic.twitter.com/G4Vk8rZc71