Via libera definitivo dal Senato alla delega al governo sul nucleare sostenibile. “Dopo quasi quarant’anni, l’Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre energia nucleare. Una scelta coraggiosa e di buon senso. Oggi importiamo elettricità prodotta dalle centrali nucleari di nazioni vicine, ma non possiamo produrla noi. Questa legge serve a cambiare le cose”, ha commentato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, spiegando poi “cosa significa per famiglie e imprese”.
“Più sicurezza energetica: meno dipendenza dall’estero e meno esposizione alle crisi internazionali che abbiamo pagato in bolletta. Energia stabile e a basse emissioni, che lavora insieme a tutte le altre, a partire dalle rinnovabili. Una risposta concreta alla domanda di elettricità che crescerà con data center e intelligenza artificiale. Parliamo di tecnologie di nuova generazione, non delle vecchie centrali”, ha proseguito Meloni, chiarendo che “ora il Governo scriverà le norme attuative su sicurezza, autorizzazioni, gestione dei rifiuti e rapporto con i territori”. “Era un impegno preso con gli italiani. Un altro impegno che abbiamo mantenuto”, ha concluso la premier in un post sui social.
A commentare, poi, è stato anche Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, il quale ha parlato di “giornata storica”, sottolineando che “oggi l’Italia fa un passo verso il futuro”. “Il nucleare sostenibile, insieme alle rinnovabili, renderà l’Italia un Paese sicuro, indipendente e competitivo. L’Italia avrà più energia per famiglie e imprese”, ha aggiunto il ministro, aggiungendo che “abbiamo mantenuto la promessa di approvare in questa legislatura il nuovo nucleare e portare in Italia l’energia del futuro. Adesso siamo già a lavoro per il prossimo obiettivo: redigere i decreti attuativi per applicare concretamente la legge. Lo faremo, di sicuro, entro fine anno”.
L'approvazione definitiva a Palazzo Madama è arrivata con 81 voti favorevoli, 51 contrari e sette astenuti. Le opposizioni, però, sembrano essere andate in ordine sparso: contro hanno votato Avs, Pd, M5S e la senatrice Aurora Floridia (Autonomie). Italia Viva, invece, si è astenuta, mentre Azione di Carlo Calenda ha votato sì, come la maggioranza. Il provvedimento in questione dà al governo la delega per emanare decreti che disciplinino la materia e definisce i campi d’intervento: si va dalla costruzione e l’esercizio delle centrali, alla produzione di idrogeno tramite energia nucleare, dalla gestione del combustibile esaurito e sicurezza, all’istituzione degli organi di controllo.